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Prezzo giornaliero

del petrolio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carbonio:

 

Prezzo carbonio (EU):

16,00 €/tCO2

(11/7/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 


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Previsione a 1 anno (da fine 2017)

del prezzo del petrolio:

64 $/bbl

 

 

 

 

 

 

Rinnovabili in Italia: contatori GSE

 

gse.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Eolico in Italia

 

Potenza installata: 9.300 MW

per circa 17,5 TWh

(dati Gse)

 

 

 

 

 

 

 

 

Solare termico in Italia

 

3,6 milioni m2 di pannelli

circa 3,5 GW termici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agenda

 

Martedì 12 dicembre, alle ore 20.30, presso il Circolo PD Passepartout, a Bologna, incontro pubblico "Smog, polveri fini, mobilità e consumi energetici nel nostro territorio". Partecipano: Giovanni Fini, Luciano Forlani, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Roberto Giorgi Ronchi, Lina de Troia.

 

Domenica 15 ottobre, alle ore 16.00, presso il Centro "Ex-moduli", a Monte San Pietro (BO), incontro pubblico "Acqua fonte di vita", disponibilità, uso responsabile, cambiamenti climatici. Partecipano Monica Cinti, Barbara Fabbri, Rosario Lembo, Claudia Castaldini, saluti del sindaco Stefano Rizzoli. Con il contributo della comunità francescana "Frate Iacopa".

 

Giovedì 14 settembre, alle ore 17.30, presso il Circolo culturale Cartoleria, Via Cartoleria 18, Bologna, Casadeipensieri presenta: "Clima, dire il problema, affrontare il pericolo". Dialogo di Bruno Carli con Furio Cerutti, conduce Claudia Castaldini, introduce l'incontro Carla Muzzioli Cocchi. (B. Carli, "L'uomo e il clima", ed. Il Mulino).

 

Mercoledì 13 settembre, alle ore 21.00, "Cambiamento climatico e riscaldamento globale: riflessioni politiche e scientifiche". Partecipano, Giovanni Fini, Claudia Castaldini, Michele Giovannini, Stefano Mazzetti. Presso la Festa dell'Unità al Parco Nord, Bologna.

 

Martedì 16 maggio 2017, alle ore 21.00, presentazione del libro "Regole, Stato, Uguaglianza" di Salvatore Biasco. Dialogano con l'autore Francesco Massarenti, Filippo Taddei. Introduce e modera Claudia Castaldini. Presso il Circolo PD Passepartout, Bologna.

 

Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso lo Spazio 143, organizzato dal PD di Argelato-Funo. Partecipano: Manuela Bulla, Claudia Castaldini, Elena Gaggioli, Giordano Giovannini, Raffaele Pignone.

 

Lunedì 11 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso la Sala Aldo Moro di via Rivani 35, Bologna. Partecipano: Elena Gaggioli, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Ezio Mesini, Davide Tabarelli.

 

Giovedì 7 aprile 2016, alle ore 20.45, incontro pubblico "Trivellazioni in mare. Verso il referendum", presso la Casetta Rossa, in via Bastia, a Bologna. Partecipano: Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini.

 

 

 

 

 

 

 

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A proposito di me:

Le mie più grandi passioni: le scienze della Natura e la Natura stessa.

Ho due Lauree, in Fisica (precisamente in Fisica Teorica) e in Astronomia, conseguite all'Università di Bologna, una specializzazione, ed alcune pubblicazioni scientifiche frutto del lavoro svolto in Università. I miei interessi hanno riguardato principalmente aspetti della Teoria dei Campi, e le radiogalassie FR I.

Seguo da sempre le tematiche connesse alla questione ambientale, forse la più importante del nostro tempo per le implicazioni che ha, dall'uso delle risorse ai legami con la povertà e i Paesi in via di sviluppo, dal sistema economico al semplice godimento dell'ambiente naturale.
Nello specifico, mi occupo da anni di politica energetica. Ho pubblicato sul tema alcuni libri, scritto vari articoli su riviste specializzate, oltre a dossier, studi e collaborazioni.
Sono socia della Legambiente, con cui ho collaborato e sono stata membro della Direzione regionale dell'Emilia-Romagna per anni in qualità di Responsabile Energia, occupandomi in particolare di energia e ambiente, di nucleare civile (pubblicando anche un libro sul tema), di questioni legate al disarmo nucleare, degli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici. Sono membro del Consiglio di Redazione della rivista Qualenergia.

Faccio attività politica nel Partito Democratico dalla sua nascita.  Sono stata Responsabile Energia e Ambiente dell'Esecutivo del PD di Bologna.  Sono socia e membro del Direttivo regionale dell'Associazione Ecologisti Democratici.

Sono bolognese, ma amo viaggiare, fatto che mi ha portato nel corso del tempo a conoscere bene l'Italia e l'Europa intera.

 

 

 

 

 

 

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Se domani il mondo verrà' distrutto, io oggi pianterò' un albero di mele

 

- Ma. L. King -

 

 

 

 

 

 

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Scrivere...

 ... di energia, riportare notizie sullo stretto legame energia-ambiente, per favorire la diffusione di una informazione oggi poco estesa, vaga e spesso imprecisa.  La scarsa conoscenza scientifica tipica dell'Italia (che ha ragioni storiche) apre le porte all'incertezza nell'affrontare il tema, ma soprattutto, alla possibilità da parte di chiunque di sostenere le tesi più diverse con scarsa possibilità di essere contraddetto.   La questione energetico-ambientale è forse la principale del nostro tempo e, come tale, deve essere accessibile e pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stili di vita

per ridurre il proprio impatto sull'ambiente

 

Acquistare:

prodotti locali, a km zero;
alimenti biologici;
apparecchi ed elettrodomestici a basso consumo;
gli stessi... a batterie solari;
automobili efficienti, a gas, ibride, o elettriche;
appartamenti e case con certificazione energetica

Ridurre:

il consumo di carne, e preferire quella biologica;

l'acquisto di prodotti dall'altro capo del mondo;

il ricorso all'auto privata, preferendo i mezzi pubblici o le nuove forme di mobilità

Non acquistare:

uova di galline da allevamenti in gabbie;
late o carne da allevamenti intensivi
;

i SUV fortemente inquinanti

Non accendere:

numerosi elettrodomestici in contemporanea;

Installare:

termostati;
sistemi di coibentazione efficaci;

Spegnere:

le luci quando non servono;
le lucine rosse (stand-by);
il calorifero quando si superano i 20°
... e staccare le spine alla sera!

Dopo tutto ciò...

richiedere alla propria amministrazione comunale, provinciale e regionale adeguate politiche
di risparmio, efficientamento, e promozione delle tecnologie per le fonti rinnovabili,
mezzi di trasporto collettivo comodi ed efficienti, illuminazione pubblica efficiente e una programmazione energetica che porti a fondare il sistema energetico sulle rinnovabili e sulla piccola generazione distribuita a cogenerazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro

(attribuita a vari esponenti degli Indiani d'America del XIX secolo)

(molto citata, ma sempre notevole...)

 

 

 

 

 

 

 

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C'è un ambiente antichissimo, un tempo molto noto almeno nella sua apparenza, che oggi abbiamo perduto:  il cielo notturno. 

 

 

Astronomia

di giugno:

 

Giugno è il mese del Solstizio d'Estate, delle giornate più lunghe, del Sole di mezzanotte alle latitudini più settentrionali. Il Solstizio cade il giorno 21, quando avremo più di 15 ore di luce. La notte in compenso è breve, ma non ci sono problemi con la temperatura esterna, e le costellazioni osservabili sono tra le più belle del cielo, come Scorpione e Sagittario. La Via Lattea è intensa e splendida, ma va osservata con cieli assolutamente bui.

 

Pianeti visibili

(ad occhio nudo):

 

Mercurio

Questo mese è il miglior periodo del 2019 per tentare di osservare Mercurio, sempre abbastanza difficile. Intorno alla metà del mese si trova alla maggior distanza angolare dal Sole, e tramonta ben un'ora e quarantacinque minuti dopo. Lo si può trovare sull'orizzonte occidentale, dopo il tramonto.

 

Venere

La stella più brillante del cielo può essere osservata ad oriente, la mattina prima dell'alba.

 

Marte

Il pianeta rosso si trova dalle parti di Mercurio, basso sull'orizzonte occidentale.
 

Giove

Giove è stupendo: non si può non notarlo oservando il cielo verso Sud-Est. Brillante e di notevoli dimensioni è osservabile per tutta la notte a paartire dalle prime oscurità della sera. Vale sempre la pena di seguire la danza dei suoi satelliti (medicei) al passare dei giorni con l'ausilio di un buon binocolo, o di un telescopio.

 

Saturno

 

Splendido, il pianeta con gli anelli. Lo si può osservare guardando a Sud-Est dopo la mezzanotte. Si trova nel Sagittario.

 

 

 

 

 

 

 

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No all'inquinamento luminoso!

Si tratta del fenomeno per il quale è diventato quasi impossibile osservare il cielo stellato a causa dell'illuminazione esterna.

Da sempre, dalla nascita dell'uomo e delle prime civiltà, uno dei contatti con il mondo naturale era proprio quello con il cielo notturno. I moti dei pianeti, di Sole e Luna, l'alternarsi delle stagioni erano in stretto legame con lo svolgersi delle attività umane, e facevano parte anche della vita delle persone comuni, degli agricoltori. Anche gli abitanti delle città erano abituati alla volta celeste stellata, basti pensare che l'Osservatorio Astronomico di una città come Bologna è stato per secoli quello della Specola, presso la sede dell'Università, in pieno centro cittadino.

Ora stiamo perdendo una parte affascinante ed importante del mondo naturale, il cielo notturno appunto, a causa dell'illuminazione esterna che, diffondendo le luci, crea un uniforme bagliore che consente di vedere con difficoltà soltanto le stelle più brillanti. Per vedere una volta celeste naturale occorre ormai andare lontano, in luoghi di montagna (alta, lontano dai paesi di villeggiatura) o di mare aperto.

Questa carenza ha anche un'altra conseguenza: un consumo inutile di elettricità. Infatti, adottando opportune lampade con configurazioni direzionali è possibile ridurre l'elettricità consumata per l'illuminazione dirigendo il flusso luminoso soltanto dove serve, ossia verso il basso. In tal modo si risparmia in bolletta e in consumi di energia elettrica.

Il problema viene affrontato anche da associazioni sorte per "tutelare" il cielo notturno, come Cielobuio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia si destina alla ricerca scientifica meno dell'1% del Prodotto Interno Lordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA
La prova più difficile
30 agosto 2019
Sono queste le ore della formazione del nuovo governo guidato da Giuseppe Conte, con l'appoggio del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, e di altre forze politiche di minor estensione della rappresentanza. Ore difficili, dove la politica corre sul filo di lana delle possibilità, sfidando gli esiti, rimaneggiando ciò che è stato fatto e detto. Giuseppe Conte, che ha saputo guadagnare consensi personali con il precedente governo, passa da un governo con forte coloritura di destra, ad uno che, presumibilmente, avrà chiari tratti di sinistra (o almeno, tali ce li immaginiamo). Un percorso tutto da costruire, che passa inevitabilmente dai decreti che potremmo classificare di estrema destra voluti da Salvini a qualcosa di diverso. Di qualsiasi cosa si tratti, dovrà essere fondato e credibile. Su questo il PD si gioca la faccia, come si dice, la propria storia, il proprio ruolo nella politica italiana.

Vedremo gli sviluppi, ma partiamo dal primo passo. Il primo fatto certo è l'uscita dal governo dell'ormai ex-Ministro dell'Interno Matteo Salvini. L'autore principale degli ignobili Decreti "Sicurezza", che di sicurezza non hanno nulla mentre sono adeguati ai peggiori attributi morali che si possa pensare, non governa più l'Italia. Questo fatto ci pone al riparo da decisioni ancora peggiori, come un'ipotetica uscita dalla moneta unica Euro, o persino dall'Unione Europea, dunque è estremamente positivo. Anche in un'ottica di destra, la sua capacità politica a lungo enfatizzata emerge in questi giorni fortemente ridimensionata: ha fatto cadere il Governo di cui faceva parte, dopo un'estate finalizzata al raccoglimento di consensi nei modi più plateali, ha tentato di ricostituirlo invano, ed ora esprime reprimende varie su coloro che stanno cercando di formare un governo per il Paese. Una parabola degna di nota. 
Il secondo fatto certo è l'immediato miglioramento della nostra immagine sul piano europeo e internazionale. L'uscita di una forza politica che opera attivamente contro l'Unione Europea, che la snobba quando va bene, che descrive i contesti sovranazionali di cui facciamo parte come deputati a dirigere dall'estero il nostro Paese, non può che essere accolta positivamente. L'Italia ha delle difficoltà oggettive riassumibili nell'elevato debito pubblico, nella condizione economica statica e nella mancanza quasi totale di innovazione: sono questi i punti che vanno aggrediti per creare sviluppo ambientalmente sostenibile, evitando in ogni modo di isolarci per tornare alla svalutazione della lira. Ricerca scientifica, trasferimento alle imprese, innovazione di processo e di prodotto, finalità "green" in ogni campo, infrastrutture viarie e mobilità comprese, costituiscono insieme l'unica chiave capace di aprire le porte del futuro. L'unica chiave: il desiderio dei "sovranisti" di un ritorno al passato ci porterebbe alla miseria, e non basterebbe certo attribuirne la colpa agli immigrati, alle diverse culture, o alla sinistra "spendacciona" (con buona pace anche del capo di tutti i populisti italiani, Silvio Berlusconi).
Il terzo passo positivo sarà il confronto fra un partito tradizionale e una forza politica che è nata sulla critica, a volte anche molto aspra, ai partiti tradizionali. La chiusura e l'autoreferenzialità presenti nel PD, e derivanti in buona parte dai precedenti partiti che l'hanno formato, non sono certo invenzione dei 5 stelle. Sono fatti assodati e criticati più volte, a vari livelli, e sono fra le cause - per fare un esempio eclatante - della mancanza nel PD di temi fondamentali, come quello ambientale. Va detto che ora è stato inserito fra i punti posti dal PD per trovare l'accordo; che sorpresa!  Fino ad oggi nel PD parlare d'ambiente equivaleva a declamare nel deserto, chissà che non si profili un cambiamento all'orizzonte.

Vedremo cosa succederà, ma tre fatti positivi di questa portata sono già un punto di partenza notevole. Il resto bisognerà giocarselo sul campo. Credo sia lecito nutrire dubbi, francamente non avrei visto negativamente un ricorso alle urne, pur con tutte le conseguenze del caso.
Però non capisco Calenda, e mi dispiace. Il 23 maggio scorso mi sono affrettata, a fronte di altri impegni, per partecipare alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale per il Parlamento europeo in Piazza San Francesco a Bologna. Capolista era Carlo Calenda, che interveniva dal palco insieme agli altri candidati ed esponenti politici. Esattamente tre mesi dopo, da parlamentare europeo eletto, se ne va. Grazie e arrivederci. Mi sento delusa, e immagino che molti altri lo siano. Mi scuserà Calenda se non mi affretterò più per partecipare alle "sue" iniziative. 
Non so se c'erano patti precedenti, e non voglio immaginare scenari fantapolitici. Ma gli iscritti non possono essere utili soltanto per fare numero alle iniziative e sostenere le Feste dell'Unità. Maggior chiarezza da parte dei dirigenti del partito sarebbe un buon inizio, anche per Nicola Zingaretti che si trova ad affrontare da Segretario questi difficili passaggi.

SOCIETA'
Ed ora anche l'Amazzonia
24 agosto 2019
Si legge sul sito dell'ANSA, all'indirizzo riportato in calce: "Il fumo prodotto dagli incendi che stanno devastando l'Amazzonia in questi giorni è ben visibile dallo spazio e a catturarne le immagini, il 20 e 21 agosto, sono stati il satellite Sentinel 3, del programma europeo Copernicus, e il satellite Suomi della Nasa. 
La foto di Suomi  mostra il fumo e gli incendi che si estendono per diversi stati brasiliani, tra cui quelli di Amazonas, Mato Grosso, e Rondonia. (...) Le colonne di fumo che si alzano dalla foresta sono bene evidenti anche nelle immagini scattate dal satellite Sentinel 3, del programma Copernicus gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea."

La foto parla da sé. E purtroppo va ad aggiungersi agli incendi che hanno distrutto questa estate  oltre 5 milioni di ettari di foresta in Siberia, agli incendi in Alaska, o alle Canarie dove sono state evacuate 8.000 persone. Temperature più elevate dovute al cambiamento climatico, siccità e aridità dei suoli, favoriscono incendi che sono praticamente sempre intenzionali, causati cioè volutamente da persone che hanno interessi economici in gioco. L'incendio per cause naturali è un evento molto raro, e non avviene mai in più punti contemporaneamente. Alla lista dei disastri si aggiunge ora forse la più preziosa delle foreste rimaste al mondo, l'Amazzonia. Si tratta di un bene prezioso perché insostituibile, una foresta tropicale primaria, cioè mai tagliata dall'uomo, ricca di biodiversità, fonte di ossigeno e "pozzo" di carbonio, come si dice, cioè capace di  assorbire composti inquinanti e climalteranti. La foresta pluviale amazzonica è sempre naturalmente ricca di umidità, e questo le impedisce di bruciare da sola. Gli incendi sono appiccati volutamente.
Ora, bruciando, il carbonio che ospitava viene immesso nell'atmosfera, liberato cioè dalla combustione della vegetazione, mentre l'assenza della vegetazione stessa comporta la mancanza della capacità di assorbimento dei gas nocivi e un depauperamento dei suoli. Proprio all'importanza di una corretta gestione del territorio e del terreno nella lotta al cambiamento climatico è stato dedicato l'ultimo Rapporto IPCC (vedi il post precedente). 
Si stima che la foresta amazzonica sia già stata ridotta del 15% rispetto alla sua estensione originale. Di questo 15%, almeno l'80% è stato causato dalle imprese degli allevatori di bestiame, allo scopo di ricavare territorio utile all'allevamento dei bovini. Una parte significativa dell'offerta globale di carne bovina, compresa buona parte della carne bovina venduta in scatola in Europa, proviene da territori disboscati che un tempo facevano parte della foresta pluviale amazzonica. Questa è una delle ragioni per cui cambiare regime alimentare riducendo il consumo di carne può essere utile alla conservazione dell'ambiente.
Non va dimenticato il fatto che le foreste ospitano popolazioni umane. Oltre al pericolo a cui sono esposte per la perdita del loro ambiente di vita, numerosi studi indicano che le pratiche di gestione indigene sono il metodo migliore per mantenere in salute le foreste pluviali tropicali. Dunque, gli indigeni vanno protetti, e con loro la foresta, mentre sono continuamente a rischio della propria stessa vita. 

Politicamente, l'apertura del Presidente del Brasile Bolsonaro al disboscamento è un danno che rischia di coinvolgere tutti noi. In realtà, andrebbe rivisto lo stato giuridico internazionale di aree così importanti e così delicate: non può essere permesso di distruggerle sulla base del fatto che si tratti di territori interni a Paesi sovrani. Il tema è delicato, ma dovrebbe essere affrontato dalla comunità internazionale. L'Amazzonia, la Groenlandia (che il Presidente USA Trump voleva acquistare dalla Danimarca) così come l'Antartide, o l'Artico, inclusi parte dei territori siberiani e canadesi, sono di noi tutti, sono le ultime grandi aree naturali del pianeta e sono indispensabili al mantenimento di condizioni naturali vivibili per tutta l'umanità, e vanno tutelati in quanto tali.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha fatto bene a porre il problema degli incendi in Amazzonia con chiarezza e chiedere che venga inserito nell'agenda del prossimo G7, e l'Unione Europea ha fatto bene a sostenere l'iniziativa. Non c'è più tempo, le sottigliezze sono superate dai fatti da anni. Gli incendi vanno spenti, ma soprattutto, non vanno sostenuti coloro che li appiccano per i propri interessi economici, contro il bene comune.
  
La foto descritta e il brano riportato si trovano al seguente indirizzo:

POLITICA
Ferragosto con il monito IPCC e la crisi di governo
10 agosto 2019
Scenari sempre più preoccupanti per la cosa più preziosa che abbiamo, la Natura terrestre, delineati dalle tesi scientifiche sul riscaldamento globale e il cambiamento climatico. Il Rapporto dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo dell'ONU che grazie al lavoro di migliaia di scienziati in tutto il mondo studia da anni le modifiche a cui è sottoposto il sistema climatico)  uscito pochi giorni fa e denominato "Cambiamento climatico e territorio" descrive un ambiente in cui la nostra stessa sopravvivenza è a rischio. Sì perché va chiarito un punto imprescindibile: le tesi ambientaliste (non molto tempo fa battezzate come ipotesi da "sognatori") riguardano la sopravvivenza dell'uomo sulla Terra, oltre alla conservazione della Natura così come l'abbiamo conosciuta almeno dal Neolitico. Siamo noi ad essere in pericolo, prima ancora della Terra e dei suoi sistemi naturali.

Il mondo sta cambiando ad una velocità elevata, e qualsiasi intervento concreto deve tener conto del tempo impiegato. Il riscaldamento globale è causato dalle attività umane, dal consumo di combustibili fossili, dagli allevamenti intensivi, dal disboscamento soprattutto delle foreste primarie, dal cambio di uso dei suoli. Il processo, in termini estremamente semplificati, deriva dal notevole aumento della concentrazione di CO2 e di altri composti nell'atmosfera, con la conseguenza che l'atmosfera stessa trattiene calore in misura maggiore di quanto sarebbe necessario. Maggior calore significa maggiore quantità di energia, da cui l'aumento della frequenza di fenomeni estremi, uragani, piogge più intense e concentrate in brevi periodi, venti forti, ondate di calore e lunghi periodi secchi. Nel futuro prossimo ci aspetta un'intensificazione di tali fenomeni, con aumento dell'erosione dei suoli, esposizione di vaste aree alla siccità e al processo di desertificazione, impatti sull'agricoltura tali da mettere a rischio la sicurezza delle forniture alimentari, giorni di caldo estremo a latitudini temperate o artiche, spostamento geografico degli ecosistemi, ampliamento dei deserti dell'Africa, dell'Asia, dell'America. Le popolazioni più colpite saranno gli abitanti poveri dell'Africa e dell'Asia, che tenderanno ad incrementare il fenomeno migratorio (e cos'altro dovrebbero fare?), ma sarà messa a rischio anche la pace in numerose zone del pianeta per guerre causate dalla necessità di risorse. L'area del Mediterraneo, che ci riguarda da vicino, sarà anch'essa esposta a siccità e incendi.
Andiamo alla radice delle ragioni per cui si verificano i fatti, come i migranti dall'Africa? Bene, allora dobbiamo sapere che il Rapporto sul clima scrive nero su bianco che aumenteranno fame e migrazioni per ragioni ambientali. O preferiamo limitarci a fermare le navi nel Mediterraneo, come una politica miope, per non dire di peggio, sta facendo?
Il famoso sviluppo deve essere sostenibile, altrimenti non sarà più sviluppo, ma regressione. Come ormai diversi anni fa ci insegnò il Rapporto Stern.
Ma se ancora non basta, vale la pena di guardare il video del documentario di Caspar Haarlov che mostra lo scioglimento questa estate dei ghiacci della Groenlandia: è semplicemente impressionante. Il suono sembra il rumore dell'Apocalisse. Se ancora qualcuno vuole intendere, lo faccia. Non è più troppo presto. (Il filmato si trova facilmente in rete).

Ma non è finita, perché sta andando a fuoco una fetta rilevante della taiga e della foresta siberiane. Un'area enorme dove un tempo c'era il permafrost, una delle ultime aree naturali che consentivano respiro al pianeta. C'è chi dice che non si interviene, va detto anche che non è facile intervenire. Siamo comunque in presenza di un danno gravissimo, ed era prevedibile nel momento in cui da anni quelle zone si stanno riscaldando di più della media mondiale. 

Ma non tutto è perduto, alla condizione che cambiamo modello di sviluppo, pratichiamo la conservazione della Natura rimasta, e lo facciamo in tempi brevi. 
Produzione sostenibile di cibo, ed in particolare riduzione del consumo di carne, riduzione dello spreco di cibo, gestione sostenibile delle foreste, gestione del carbonio organico nel suolo, conservazione degli ecosistemi, ripristino del territorio, riduzione della deforestazione e del degrado, potrebbero, secondo l'IPCC invertire la rotta riguardo la gestione del territorio.
Ad essi vanno aggiunti naturalmente gli impegni dell'Accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra per migliore efficienza e ampia diffusione delle rinnovabili, a cui probabilmente va affiancata la tecnologia migliore per la cattura e lo stoccaggio della CO2 già emessa. Se riusciremo a restare sotto la soglia di un incremento di 1,5°C sarà un risultato ottimo, già avvicinarsi ai 2°C potrebbe essere molto pericoloso. 

Ma chi è che deve prendere queste decisioni? Il governo, la politica, i governi locali. Bene, il governo in Italia è caduto, non certo a causa di questi temi che sono bellamente ignorati, ma per via dell'aspirazione leghista ad avere un maggior numero di deputati in Parlamento, ipotizzando che i sondaggi a loro favorevoli corrispondano al vero. 
A parere di chi scrive, la sinistra non lo ha (quasi) mai fatto, ma la destra è congenitamente impossibilitata ad agire per proteggere l'ambiente. La ragione è semplice: una visione di società in cui persiste la divisione in classi, il favore alla formazione del grande capitale (che poi dovrebbe essere reinvestito per creare lavoro indipendentemente da qualsiasi altra considerazione), l'esaltazione della forza individuale, l'avversità alle regole, la chiusura sul piano internazionale e persino nell'Unione Europea, la bassa considerazione per le altre culture, per non  dire della frequente esplicita negazione dell'esistenza del problema del cambiamento climatico costituiscono parti di una visione in cui non ci sono gli strumenti per un intervento adeguato. Se la sinistra non è mai stata ambientalista per scelta (sbagliata), la destra è per sua natura antiambientalista.  I Trump, I Bolsonaro, gli Orban sono la dimostrazione vivente di questo fatto, e un danno al pianeta enorme, laddove si agisce in favore degli altissimi consumi di fonti fossili statunitensi o del disboscamento dell'Amazzonia. 
Ora l'Italia rischia di accodarsi al gruppo, in presenza di una situazione difficile, produzione industriale in calo, spread che aumenta, debito che aumenta, governo appena caduto che non ha dato alcuna prospettiva al Paese, la questione migranti che non viene affrontata se non nelle modalità che servono a fini elettorali, alimentando la paura. Delle due anime del governo, il Movimento 5 Stelle è stato il più mite, aprendo le porte della "scatoletta di tonno" alla Lega senza infierire in altro modo sul famigerato "sistema", con buona pace di Grillo e dei suoi proclami. 
A partire da questa situazione dovremo cercare di costruire - e il PD dovrà cercare di costruire - una visione di futuro per il nostro Paese che si inserisca nel contesto mondiale, che affronti i problemi alla fonte e non soltanto alla foce, che combatta finalmente con una forma di coerenza da mantenere nel lungo periodo il problema dei problemi, ovvero il riscaldamento globale e le sue conseguenze. Davvero, buon Ferragosto.

Il Rapporto dell'IPCC dell'ONU si scarica qui:

https://www.ipcc.ch/report/srccl/

POLITICA
Cambiare si può
1 agosto 2019
Sta cambiando qualcosa, con il nuovo governo, in Italia? Sì e no. L'economia è ferma, l'occupazione lo è quasi, le promesse ambientaliste dei 5 stelle restano in attesa, nulla di veramente nuovo sulle politiche legate al grande tema del cambiamento climatico, nelle città del nostro Paese interi quartieri sono fatti propri dalla malavita in particolare legata allo spaccio di droga, come mostrano le cronache, la questione migranti - che sul piano numerico mostrava già un forte calo degli arrivi in precedenza - resta una questione ben lontana dall'essere risolta, la nostra posizione nel contesto europeo e nel quadro internazionale è più che mai marginale. 
Ma qualcosa sta cambiando. Sta prendendo il sopravvento una cultura politica di destra (chi ne sa più di me in proposito deciderà se si tratta invece di una forma di sottocultura) chiusa, individualista, verbalmente aggressiva, di facile o quasi immediata comprensione, superficiale, nemmeno troppo riferibile ai canoni della destra classica se non nelle sue inevitabili radici. Le radici però sono meno esposte e perciò meno riconoscibili. Fra un selfie e l'altro, fra una chiacchierata social e l'altra, fra una moto d'acqua e l'altra, un passo alla volta, ci si appropria del Paese. 
Del Paese e del suo modo di essere. Una cosa che non è mai riuscita alla sinistra, che è stata sempre abilmente attaccata in via preventiva di tenere in mano una presunta fetta prevalente della cultura del Paese - che non era vero - ed ora perde anche la quota che aveva - il che è vero. Il mantenimento delle diseguaglianze nel mondo peraltro richiede un appoggio della pubblica opinione, e se un tempo si trattava di settori della popolazione all'interno del Paese, ora si tratta di popolazioni altre, straniere, che vivono nel Sud del mondo. Non sono certo sparite le iniquità interne, ma sono assai minori di un tempo e soprattutto sono facilmente indirizzabili verso presunte responsabilità straniere, genti di culture diverse e aspetto diverso. Si sposta l'obiettivo per mantenere un sistema.
I campi da arare provengono direttamente dai vent'anni, o più, precedenti, e Salvini ringrazia coloro che hanno provveduto a spalancare le porte delle possibilità. Opportunità politiche da cogliere.
Il Partito Democratico - ora davvero l'unico baluardo alla deriva - dovrebbe al più presto operare per definire una linea politica chiara, posizioni che lo siano altrettanto su temi centrali, che consentano di recuperare almeno una forma di identità riconoscibile e una forza di affermazione delle proprie idee che da (troppo) tempo mostra di non avere. 
Se i massimi sistemi richiedono tempo e impegno non comuni, una modalità semplice e diretta, una linea propositiva, una chiarezza d'intenti sono invece alla portata. I prossimi appuntamenti saranno focali, fra cui le elezioni regionali in un territorio da sempre importante per la sinistra, l'Emilia Romagna. Fra pochi mesi si decide la data precisa. Si tratta di una regione ben governata, ma governare bene non basta se altri stanno costruendo la cultura politica di un Paese basandola su pilastri totalmente diversi. L'incapacità di comunicare chi sei, perché tu sei "altro", e da dove deriva la tua alterità può fare affondare la migliore delle navi, un Titanic imprevisto quanto invece prevedibile. 
Un tempo si diceva che la sinistra non sa comunicare, e non sa usare la rete, ora appare non molto distante da quelle posizioni con i messaggi troppo spesso carenti di spontaneità o fissati sulle difficoltà interne al governo attuale. Credo che vada ripreso il filo della tessitura con altre modalità che non la costruzione di brevi trame critiche. Credo che vadano date risposte politiche chiare alle migliaia di giovani che manifestano per la tutela del clima e contro il riscaldamento globale, chiedendo interventi concreti ed efficaci. Credo che vada costruita una posizione sul fenomeno migranti che arrivi ad interpretarne le cause e non soltanto a cercare metodi di gestione, pure indispensabili. Per non parlare della precarietà in cui troppi sono immersi a causa del lavoro che svolgono o della necessità urgente di orientare lo sviluppo economico verso criteri di sostenibilità ambientale. Da troppo tempo stiamo aspettando, ed il tempo è una variabile in gioco.



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