.
Annunci online

ClaudiaCastaldini
iI Blog su Energia e Ambiente
Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


 

 

 

Segui su Twitter

 

 

Segui anche la mia pagina

Facebook

 

 

 

 

 

 

 

partitodemocratico.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

legambiente.it

 

legambiente.emiliaromagna.it

 

 

 

 

 

 

 *

 

 

 

 

 

Prezzo giornaliero

del petrolio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carbonio:

 

Prezzo carbonio (EU):

16,00 €/tCO2

(11/7/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 


*

 

 

Previsione a 1 anno (da fine 2017)

del prezzo del petrolio:

64 $/bbl

 

 

 

 

 

 

Rinnovabili in Italia: contatori GSE

 

gse.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Eolico in Italia

 

Potenza installata: 9.300 MW

per circa 17,5 TWh

(dati Gse)

 

 

 

 

 

 

 

 

Solare termico in Italia

 

3,6 milioni m2 di pannelli

circa 3,5 GW termici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agenda

 

Martedì 12 dicembre, alle ore 20.30, presso il Circolo PD Passepartout, a Bologna, incontro pubblico "Smog, polveri fini, mobilità e consumi energetici nel nostro territorio". Partecipano: Giovanni Fini, Luciano Forlani, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Roberto Giorgi Ronchi, Lina de Troia.

 

Domenica 15 ottobre, alle ore 16.00, presso il Centro "Ex-moduli", a Monte San Pietro (BO), incontro pubblico "Acqua fonte di vita", disponibilità, uso responsabile, cambiamenti climatici. Partecipano Monica Cinti, Barbara Fabbri, Rosario Lembo, Claudia Castaldini, saluti del sindaco Stefano Rizzoli. Con il contributo della comunità francescana "Frate Iacopa".

 

Giovedì 14 settembre, alle ore 17.30, presso il Circolo culturale Cartoleria, Via Cartoleria 18, Bologna, Casadeipensieri presenta: "Clima, dire il problema, affrontare il pericolo". Dialogo di Bruno Carli con Furio Cerutti, conduce Claudia Castaldini, introduce l'incontro Carla Muzzioli Cocchi. (B. Carli, "L'uomo e il clima", ed. Il Mulino).

 

Mercoledì 13 settembre, alle ore 21.00, "Cambiamento climatico e riscaldamento globale: riflessioni politiche e scientifiche". Partecipano, Giovanni Fini, Claudia Castaldini, Michele Giovannini, Stefano Mazzetti. Presso la Festa dell'Unità al Parco Nord, Bologna.

 

Martedì 16 maggio 2017, alle ore 21.00, presentazione del libro "Regole, Stato, Uguaglianza" di Salvatore Biasco. Dialogano con l'autore Francesco Massarenti, Filippo Taddei. Introduce e modera Claudia Castaldini. Presso il Circolo PD Passepartout, Bologna.

 

Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso lo Spazio 143, organizzato dal PD di Argelato-Funo. Partecipano: Manuela Bulla, Claudia Castaldini, Elena Gaggioli, Giordano Giovannini, Raffaele Pignone.

 

Lunedì 11 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso la Sala Aldo Moro di via Rivani 35, Bologna. Partecipano: Elena Gaggioli, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Ezio Mesini, Davide Tabarelli.

 

Giovedì 7 aprile 2016, alle ore 20.45, incontro pubblico "Trivellazioni in mare. Verso il referendum", presso la Casetta Rossa, in via Bastia, a Bologna. Partecipano: Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini.

 

 

 

 

 

 

 

_____________________

 

 

 

 

 

 

 

 

A proposito di me:

Le mie più grandi passioni: le scienze della Natura e la Natura stessa.

Ho due Lauree, in Fisica (precisamente in Fisica Teorica) e in Astronomia, conseguite all'Università di Bologna, una specializzazione, ed alcune pubblicazioni scientifiche frutto del lavoro svolto in Università. I miei interessi hanno riguardato principalmente aspetti della Teoria dei Campi, e le radiogalassie FR I.

Seguo da sempre le tematiche connesse alla questione ambientale, forse la più importante del nostro tempo per le implicazioni che ha, dall'uso delle risorse ai legami con la povertà e i Paesi in via di sviluppo, dal sistema economico al semplice godimento dell'ambiente naturale.
Nello specifico, mi occupo da anni di politica energetica. Ho pubblicato sul tema alcuni libri, scritto vari articoli su riviste specializzate, oltre a dossier, studi e collaborazioni.
Sono socia della Legambiente, con cui ho collaborato e sono stata membro della Direzione regionale dell'Emilia-Romagna per anni in qualità di Responsabile Energia, occupandomi in particolare di energia e ambiente, di nucleare civile (pubblicando anche un libro sul tema), di questioni legate al disarmo nucleare, degli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici. Sono membro del Consiglio di Redazione della rivista Qualenergia.

Faccio attività politica nel Partito Democratico dalla sua nascita.  Sono stata Responsabile Energia e Ambiente dell'Esecutivo del PD di Bologna.  Sono socia e membro del Direttivo regionale dell'Associazione Ecologisti Democratici.

Sono bolognese, ma amo viaggiare, fatto che mi ha portato nel corso del tempo a conoscere bene l'Italia e l'Europa intera.

 

 

 

 

 

 

 *

 

 


 

 

 

 

 

 

Se domani il mondo verrà' distrutto, io oggi pianterò' un albero di mele

 

- Ma. L. King -

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

Scrivere...

 ... di energia, riportare notizie sullo stretto legame energia-ambiente, per favorire la diffusione di una informazione oggi poco estesa, vaga e spesso imprecisa.  La scarsa conoscenza scientifica tipica dell'Italia (che ha ragioni storiche) apre le porte all'incertezza nell'affrontare il tema, ma soprattutto, alla possibilità da parte di chiunque di sostenere le tesi più diverse con scarsa possibilità di essere contraddetto.   La questione energetico-ambientale è forse la principale del nostro tempo e, come tale, deve essere accessibile e pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stili di vita

per ridurre il proprio impatto sull'ambiente

 

Acquistare:

prodotti locali, a km zero;
alimenti biologici;
apparecchi ed elettrodomestici a basso consumo;
gli stessi... a batterie solari;
automobili efficienti, a gas, ibride, o elettriche;
appartamenti e case con certificazione energetica

Ridurre:

il consumo di carne, e preferire quella biologica;

l'acquisto di prodotti dall'altro capo del mondo;

il ricorso all'auto privata, preferendo i mezzi pubblici o le nuove forme di mobilità

Non acquistare:

uova di galline da allevamenti in gabbie;
late o carne da allevamenti intensivi
;

i SUV fortemente inquinanti

Non accendere:

numerosi elettrodomestici in contemporanea;

Installare:

termostati;
sistemi di coibentazione efficaci;

Spegnere:

le luci quando non servono;
le lucine rosse (stand-by);
il calorifero quando si superano i 20°
... e staccare le spine alla sera!

Dopo tutto ciò...

richiedere alla propria amministrazione comunale, provinciale e regionale adeguate politiche
di risparmio, efficientamento, e promozione delle tecnologie per le fonti rinnovabili,
mezzi di trasporto collettivo comodi ed efficienti, illuminazione pubblica efficiente e una programmazione energetica che porti a fondare il sistema energetico sulle rinnovabili e sulla piccola generazione distribuita a cogenerazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro

(attribuita a vari esponenti degli Indiani d'America del XIX secolo)

(molto citata, ma sempre notevole...)

 

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

C'è un ambiente antichissimo, un tempo molto noto almeno nella sua apparenza, che oggi abbiamo perduto:  il cielo notturno. 

 

 

Astronomia

di giugno:

 

Giugno è il mese del Solstizio d'Estate, delle giornate più lunghe, del Sole di mezzanotte alle latitudini più settentrionali. Il Solstizio cade il giorno 21, quando avremo più di 15 ore di luce. La notte in compenso è breve, ma non ci sono problemi con la temperatura esterna, e le costellazioni osservabili sono tra le più belle del cielo, come Scorpione e Sagittario. La Via Lattea è intensa e splendida, ma va osservata con cieli assolutamente bui.

 

Pianeti visibili

(ad occhio nudo):

 

Mercurio

Questo mese è il miglior periodo del 2019 per tentare di osservare Mercurio, sempre abbastanza difficile. Intorno alla metà del mese si trova alla maggior distanza angolare dal Sole, e tramonta ben un'ora e quarantacinque minuti dopo. Lo si può trovare sull'orizzonte occidentale, dopo il tramonto.

 

Venere

La stella più brillante del cielo può essere osservata ad oriente, la mattina prima dell'alba.

 

Marte

Il pianeta rosso si trova dalle parti di Mercurio, basso sull'orizzonte occidentale.
 

Giove

Giove è stupendo: non si può non notarlo oservando il cielo verso Sud-Est. Brillante e di notevoli dimensioni è osservabile per tutta la notte a paartire dalle prime oscurità della sera. Vale sempre la pena di seguire la danza dei suoi satelliti (medicei) al passare dei giorni con l'ausilio di un buon binocolo, o di un telescopio.

 

Saturno

 

Splendido, il pianeta con gli anelli. Lo si può osservare guardando a Sud-Est dopo la mezzanotte. Si trova nel Sagittario.

 

 

 

 

 

 

 

 * 

 

 

 

 

 

 

 

No all'inquinamento luminoso!

Si tratta del fenomeno per il quale è diventato quasi impossibile osservare il cielo stellato a causa dell'illuminazione esterna.

Da sempre, dalla nascita dell'uomo e delle prime civiltà, uno dei contatti con il mondo naturale era proprio quello con il cielo notturno. I moti dei pianeti, di Sole e Luna, l'alternarsi delle stagioni erano in stretto legame con lo svolgersi delle attività umane, e facevano parte anche della vita delle persone comuni, degli agricoltori. Anche gli abitanti delle città erano abituati alla volta celeste stellata, basti pensare che l'Osservatorio Astronomico di una città come Bologna è stato per secoli quello della Specola, presso la sede dell'Università, in pieno centro cittadino.

Ora stiamo perdendo una parte affascinante ed importante del mondo naturale, il cielo notturno appunto, a causa dell'illuminazione esterna che, diffondendo le luci, crea un uniforme bagliore che consente di vedere con difficoltà soltanto le stelle più brillanti. Per vedere una volta celeste naturale occorre ormai andare lontano, in luoghi di montagna (alta, lontano dai paesi di villeggiatura) o di mare aperto.

Questa carenza ha anche un'altra conseguenza: un consumo inutile di elettricità. Infatti, adottando opportune lampade con configurazioni direzionali è possibile ridurre l'elettricità consumata per l'illuminazione dirigendo il flusso luminoso soltanto dove serve, ossia verso il basso. In tal modo si risparmia in bolletta e in consumi di energia elettrica.

Il problema viene affrontato anche da associazioni sorte per "tutelare" il cielo notturno, come Cielobuio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia si destina alla ricerca scientifica meno dell'1% del Prodotto Interno Lordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog

 

 

 

 

 

 

 

TECNOLOGIE
Quanto fa male il 5G
31 ottobre 2019
Vorrei intervenire brevemente sul dibattito che si è aperto riguardo la nuova rete 5G per la comunicazione mobile. L'incertezza e l'alone di mistero che circonda la novità ha portato preoccupazione, e addirittura sindaci che hanno fermato la diffusione delle tecnologie relative.

Con la sigla "5G" ci si riferisce a tecnologie e livelli standard di nuova generazione capaci di connettere moltissimo, vale a dire con altissima ampiezza di banda e con bassissima latenza. La cosiddetta "quinta generazione" segue le precedenti (2G, 3G, 4G), ma rappresenta un salto di qualità notevole, consentendo moltissime connessioni in contemporanea, Internet delle cose (IoT, Internet of Things), reti intelligenti integrate in un unico sistema informativo, il tutto con un'immediatezza mai vista e un sistema veramente nuovo di gestione delle comunicazioni. Insomma, se le generazioni precedenti erano una conseguenza l'una dell'altra in una progressione migliorativa, quest'ultima promette una vera rivoluzione, un modo diverso di gestire le comunicazioni che avrà impatti sul nostro modo di vivere. 
La preoccupazione nasce dal fatto che la diffusione sul territorio delle antenne di trasmissione, come accade già oggi con le tecnologie per la comunicazione mobile, porta necessariamente ad un aumento del cosiddetto elettrosmog, ovvero del livello di campi elettromagnetici a cui mediamente siamo esposti nella nostra vita. Questo ha destato notevole preoccupazione soprattutto negli anni scorsi, quando l'estremo successo dei telefoni cellulari ha comportato una prima opera di installazione di impianti ricetrasmittenti sul territorio. Ora si replica, sottolineando la presunta pericolosità degli impianti necessari al 5G. Ad oggi, non ci sono studi specifici di carattere medico sul 5G, mentre una serie di studi sull'elettrosmog in generale sono stati condotti negli anni riguardo il rischio sanitario che eventualmente comportano. Le conoscenze acquisite hanno portato ad emanare standard di sicurezza contenenti limiti di esposizione ai campi elettromagnetici da parte di organismi indipendenti riconosciuti a livello internazionale (ICNIRP, International Commission on non-ionizing Radiation Protection). Il nostro Paese ha adottato anni fa limiti più restrittivi. Ora però la rete 5G cambia il paradigma, con numerosi impianti di bassa potenza formanti una rete diffusa ma senza picchi di emissione, e l'Italia dovrà riconsiderare le modalità di valutazione delle emissioni.

Riguardo gli effetti sulla salute, e sintetizzando molto le risultanze degli studi effettuati negli anni scorsi, emerge in particolare che l'esposizione diventerebbe nociva se protratta per lungo tempo a potenze elevate, altrimenti resterebbe bel al di sotto di una soglia di rischio rilevabile. In altre parole, siamo continuamente esposti ad agenti patogeni di ogni tipo ben più gravi dei campi elettromagnetici alle frequenze in uso. Oltretutto, gli impianti 5G sarebbero di minore potenza, riducendo quindi gli effetti sul corpo umano. 
Anni fa ho seguito il tema per Legambiente Emilia-Romagna, e posso confermare che la preoccupazione per le antenne che venivano installate era forte nella cittadinanza. Ora, credo che sia necessario seguire con approccio scientifico l'innovazione costituita dal 5G, ma collocando il tema delle conseguenze sanitarie sulla giusta posizione nella scala delle priorità. Vivere continuamente immersi in campi elettromagnetici di intensità superiori al livello naturale medio può essere nocivo, o dare disturbi in persone particolarmente sensibili, o interferire con la vita della fauna selvatica, ma ad un livello estremamente inferiore rispetto a moltissime attività umane comuni. Se fermiamo la rete per la connessione mobile allora dobbiamo immediatamente fermare automobili a benzina, camion, aerei, riscaldamenti a gasolio o gas, fumi emessi dalle industrie, il cui effetto fortemente dannoso alla salute è certo. Sul piano personale dobbiamo smettere di fumare, di mangiare carne da allevamenti intensivi, di produrre microplastiche con i nostri abiti o i cosmetici.  Gli animali selvatici poi, sono più disturbati, per così dire, dalle luci notturne, dai sonar nel mare, dagli inquinanti nei fiumi, o dalle reti per l'uccellagione illegale nelle valli prealpine.  Occupiamoci di tutto ciò con lo stesso coinvolgimento con cui seguiamo i campi elettromagnetici, e saremo a posto con l'ambiente e con la salute. 




POLITICA
Serve una tassa sul carbonio - e questa è davvero indispensabile
21 ottobre 2019
Si fa un gran parlare di tasse: la destra accusa il governo di voler introdurre nuove tasse, la nuova formazione Italia Viva sostiene lo stesso indirizzandosi direttamente al Partito Democratico per voce di Maria Elena Boschi. E' l'evidenza di una politica senza argomenti, di tentativi banali di sottrarre consensi. Coloro che escono dal PD poi attaccano il PD, sembra una legge matematica inconfutabile. Non è detto che la cosa porti successo a coloro che la mettono in atto, come si è visto in altre occasioni, ma è bene che il PD faccia i suoi auguri alle nuove esperienze politiche fuoriuscite e resti ai piani alti.

Ma il tema fiscale è centrale in varie questioni: dalla lotta alle diseguaglianze, alle ingiustizie (chi paga le tasse lo fa anche per coloro che non le pagano), al clima. Il problema del cambiamento climatico lo si aggredisce anche e soprattutto per via fiscale. Nell'ultimo Rapporto del Fondo Monetario Internazionale, Fiscal Monitor 2019, si sostiene la tesi secondo la quale senza una tassa sulla CO2 uniforme in tutto il mondo non si riuscirà a contenere in misura adeguata le modifiche al clima indotte dalle attività umane. Il Rapporto di quest'anno è interamente dedicato agli strumenti fiscali necessari a combattere il cambiamento climatico originato dal riscaldamento globale. Fra queste ultime, quelle più efficaci e potenti sono le tasse sulle emissioni di carbonio applicate ai combustibili fossili in proporzione al loro contenuto di CO2, perché sono in grado di indirizzare chi produce e chi utilizza l’energia a investire in tecnologie più pulite e a ridurre i consumi energetici complessivi. 
Si possono leggere i dettagli sul sito della rivista Qualenergia, nell'articolo dal titolo "Energia e clima, senza una carbon tax globale non si va da nessuna parte", a cui è allegato anche il Rapporto FMI.
Il costo della CO2 dovrebbe essere abbastanza alto,  intorno ai 75 dollari per tonnellata, nel 2030. Questo farebbe crescere il prezzo delle energie da fonti fossili, favorendo efficienza e rinnovabili, ma soprattutto facendo emergere nell'intera Economia i costi nascosti degli impatti ambientali. Anche il sistema europeo ETS (Emission Trading System) può funzionare, secondo lo studio dell'FMI, a patto che sia ben gestito. Sappiamo dei problemi che ci sono stati, con l'eccesso di quote che ha reso quasi inefficace il meccanismo.

Il concetto di base consiste nel fatto che i costi delle conseguenze sui sistemi naturali delle nostre attività non siano più esternalizzati, come è avvenuto finora con conseguenze che sono alla radice dei danni ambientali e sanitari dello sviluppo, bensì internalizzati, includendo l'ambiente nei calcoli economici e finanziari. Un tema centrale su cui occorre ragionare se vogliamo davvero invertire una tendenza negativa che ha assunto i caratteri di grande pericolosità a livello mondiale. 

Maggiori dettagli, e il Fiscal Monitor 2019, si trovano al seguente indirizzo:

https://www.qualenergia.it/articoli/energia-e-clima-senza-una-carbon-tax-globale-non-si-va-da-nessuna-parte/



POLITICA
Porta a Porta in replica - già vista mille volte
16 ottobre 2019
Ho seguito soltanto una parte del confronto di ieri sera fra Matteo Renzi e Matteo Salvini, e non ho gli elementi per commentare tutta l'iniziativa televisiva di Porta a Porta. Mi aggiungo ai commenti, numerosi, soltanto per esprimere un parere generato nell'immediatezza dello sguardo allo schermo, sperando di non scrivere una banalità. La mia impressione - istintiva, personale, ma non di parte - è stata di aver dato un'occhiata al passato. Mi è sembrato di osservare una scena che, più o meno interessante che sia, si colloca fra gli eventi superati della politica italiana, qualcosa che appartiene ad un percorso già visto, e già effettuato. Questa impressione non riguarda perciò i contenuti espressi dai contendenti, ma la collocazione del dibattito sulla linea della strada su cui la politica è transitata finora. L'immagine trasmessa ieri sera si situa in modo del tutto naturale nel cammino già fatto.

Matteo Salvini è leader di una formazione politica che ha visto una grande crescita dei consensi nel corso di anni, è stato Ministro del Governo nazionale, ha fatto cadere quel Governo di cui faceva parte. Ora è iniziato un altro percorso.
Matteo Renzi, a cui va il mio interesse nel caso specifico per aver fatto parte fino a ieri del Partito Democratico, è Senatore, è stato Segretario del PD, è stato Presidente del Consiglio, ha avuto in mano partito e nazione. Ha guidato il maggior partito progressista del Paese ed il Paese stesso. Ora ha inizio anche per lui un nuovo percorso, per sua scelta: ha lasciato il PD e fondato una nuova formazione politica, Italia Viva. Quest'ultima partecipa al Governo attuale con incarichi a suoi esponenti di primo piano.
Il confronto fra leaders va fatto, per l'appunto, fra leaders. Nè il primo nè il secondo attualmente lo sono, se non delle rispettive formazioni politiche. Si è trattato perciò di un'interlocuzione fra dirigenti di partito ed esponenti sicuramente di primo piano della politica nazionale, ma non leaders, che hanno già governato l'Italia ed hanno loro stessi fatto scelte diverse.  Li ringraziamo - al primo andranno i ringraziamenti della destra, io mi limito a ringraziare la sinistra - ma ciò che è stato fatto è passato. A mio modestissimo parere, il passato non ritorna e non sarebbe nemmeno auspicabile che ritornasse.
La trasmissione di ieri sera va bene per i social, benissimo per commentare e scegliere "chi ha vinto" il confronto, ma si è trattato di una passerella con niente di nuovo, nulla che vada oltre. Portate già consumate. Magari con i piatti rimasti da lavare.

2.
Assai più importante è che il nostro Governo prenda posizioni nette nei confronti della Turchia, e che operi in Unione Europea affinchè tale diventi, ossia una vera Unione capace di esprimere una linea di politica estera e di difesa comuni e capace di incidere sulle vicende internazionali. Non so cos'altro debba accadere perchè l'Unione si rafforzi. L'iniziativa di guerra della Turchia è un attacco ai nostri valori fondamentali. Se non siamo capaci di difenderli mettiamo a rischio le basi stesse della civiltà europea.

CULTURA
Immenso valore verde (che tale deve rimanere)
9 ottobre 2019
Amazzonia, ancora, e speriamo che parlarne spesso porti davvero ad una maggiore sensibilità e ad una effettiva salvaguardia di un territorio così prezioso e dei suoi abitanti. La foresta più grande del mondo, ricchissima di biodiversità, generatrice di ossigeno e pozzo di carbonio, gigantesco baluardo agli attacchi della modernità (piaccia o no), immenso relitto verde e vivo di una Natura che fu padrona di tutta la Terra, gioiello di famiglia di inestimabile valore lasciato dagli avi ai pronipoti, che possono ora decidere se svenderlo o custodirlo. Indios, o meglio, indigeni bellissimi con i loro copricapi di piume e i volti dipinti, milioni di persone che nella foresta vivono e della foresta vivono, oggi si può dire per scelta. Sappiamo, uomini bianchi, uomini "civili", che esistono le vostre città, che è diffuso ovunque il vostro modo di vivere, che trasformate ogni cosa in valore di scambio e di ogni cosa vi appropriate, ma noi vogliamo vivere con le nostre regole, nella foresta, con i volti dipinti e i copricapi di piume. Vogliamo conoscere il mondo naturale, dove voi senza le vostre tecnologie non sopravvivereste che pochi giorni. E vogliamo farne parte perché esso è parte di noi. 
E' un loro diritto. Un diritto di coloro che in quei luoghi abitano da secoli. Un diritto che viene prima di quello di chiunque di appropriarsi dei territori e delle ricchezze che contengono, ricordando che trarre valore da esse significa distruggerle. Ad esso si aggiunge il ruolo mondiale della foresta amazzonica e di tutte le grandi foreste del mondo, che sovrasta i confini degli Stati e ci riguarda direttamente tutti. Ossigeno, biodiversità, contrasto al riscaldamento globale e al cambiamento climatico, ciclo dell'acqua, mantenimento del suolo.  Foresta dell'Amazzonia e foresta dell'Africa centrale, dell'India, delle isole e penisole del Sud-Est asiatico, foreste dell'Australia, la grande corona verde del mondo, ovvero le foreste boreali che cingono il Nord del pianeta dall'Alaska e Canada, passando per la Scandinavia e attraversando la Russia. Ciascuna con caratteristiche diverse e legami diversi nell'enorme rete di sistemi naturali viventi che struttura la biosfera della Terra. Una rete di cui abbiamo strappato molti fili, sagomato buchi, e che non ci preoccupiamo troppo di rammendare, ma che non è ancora lacerata.

La Foresta Amazzonica ora è anche al centro di un Sinodo organizzato dalla Chiesa Cattolica, voluto da Papa Francesco, e fortemente caratterizzato dai temi ecologici. su cui l'impegno del Papa è sempre vivo. L'Enciclica "Laudato Sì" - al di là del suo significato religioso su cui non ho competenze adeguate - costituisce un chiaro esempio di analisi approfondita dei principali temi ambientali in una chiave attuale e scientificamente fondata. Fra le mille tesi che in essa si possono leggere (e ne consiglio la lettura a coloro che non lo avessero ancora fatto) altrettante se ne possono scegliere per uno spunto, una frase, un suggerimento di riflessione. Una si trova al n. 67 del Capitolo secondo. "Noi non siamo Dio. La Terra ci precede e ci è stata data." Punto. Per coloro che credono il senso è evidente, per coloro che non credono è semplice tradurla nel fatto inoppugnabile che noi non siamo onnipotenti, la Terra ci precede e l'abbiamo ricevuta in eredità. Vogliamo distruggerla e non lasciarla in eredità ai posteri, a coloro che verranno dopo di noi? E se fosse, abbiamo un simile diritto? Si entra qui nell'ambito dell'etica, della nostra responsabilità nei confronti di coloro che verranno, e nei confronti della Natura stessa, che può avere un suo proprio diritto ad esistere. Sono temi profondi che non si analizzano in un post di poche righe, ma che devono indurci a riflettere. 
L'analisi filosofica è la base di tutto, ma uno spirito pratico può aiutare nel frattempo. Salvaguardiamo le foreste finché siamo ancora in tempo, finché non tutto è andato perduto, finché possiamo farlo. Perché ci muovono giustizia, equità, verso il presente e verso il futuro, e un sano istinto di sopravvivenza. L'industria del legno, delle piantagioni estensive, e l'industria della carne (le maggiori minacce alle foreste naturali) vanno regolate ed espressamente vietate dove si intende conservare le foreste così come sono per il presente e per i tempi che verranno. 
Gli indigeni, veri custodi del bosco come alcune indagini scientifiche hanno dimostrato, devono poter vivere seguendo le loro tradizioni. Non tutto è monetizzabile, e soprattutto non tutti vogliono che lo sia. Grazie, popoli della foresta.

SCIENZA
Immagini indiscutibili di un mondo naturale in rapido cambiamento
3 ottobre 2019
Quando le immagini spiegano una situazione con un'immediatezza che certamente le parole non hanno. 
Desta preoccupazione il ghiacciaio Planpincieux, sul versante italiano del Monte Bianco, che si sta frantumando mentre scivola a valle con una notevole velocità. I ghiacciai, e non solo sul Monte Bianco, si stanno sciogliendo. Si tratta di un fenomeno noto da anni, da quando cioè la temperatura media globale sta crescendo, determinando una serie di conseguenze fra cui lo scioglimento dei ghiacciai in tutto il mondo. Sul sito NOAA (National Oceanic Atmospheric Administration, degli USA) una breve spiegazione correda immagini chiarissime, come quelle in basso. La perdita di massa dei ghiacciai mondiali per liquefazione equivale ad una ventina di metri in meno, ed è la causa principale dell'aumento del livello del mare. La perdita dei ghiacciai è una seria minaccia agli equilibri ecologici, agli ecosistemi montani, all'approvvigionamento dell'acqua ad uso umano. All'interno dei ghiacciai si trovano composti vari che vengono progressivamente rilasciati in atmosfera dalla fusione del ghiaccio. L'intero ciclo dell'acqua è destinato a cambiare e a farlo per sempre se non riusciremo a smettere di riscaldare l'atmosfera bruciando carbone, gas e petrolio, per lasciare definitivamente sotto terra le quantità rimaste.

L'area del Pedersen Glacier, ad Aialik Bay nelle Kenai Mountains, in Alaska, in una foto del 1917 a sinistra, e del 2005 a destra.
Il grafico più in basso mostra l'andamento della massa totale dei ghiacciai sulla Terra dal 1980 ad oggi. La curva mostra chiaramente una maggiore inclinazione negli anni duemila, indicando che lo scioglimento non è costante, ma aumenta nel tempo.







Il sito del NOAA:

https://www.climate.gov/news-features/understanding-climate/climate-change-glacier-mass-balance

sfoglia
settembre        novembre