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Prezzo giornaliero

del petrolio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carbonio:

 

Prezzo carbonio (EU):

16,00 €/tCO2

(11/7/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 


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Previsione a 1 anno (da fine 2017)

del prezzo del petrolio:

64 $/bbl

 

 

 

 

 

 

Rinnovabili in Italia: contatori GSE

 

gse.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Eolico in Italia

 

Potenza installata: 9.300 MW

per circa 17,5 TWh

(dati Gse)

 

 

 

 

 

 

 

 

Solare termico in Italia

 

3,6 milioni m2 di pannelli

circa 3,5 GW termici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agenda

 

Martedì 12 dicembre, alle ore 20.30, presso il Circolo PD Passepartout, a Bologna, incontro pubblico "Smog, polveri fini, mobilità e consumi energetici nel nostro territorio". Partecipano: Giovanni Fini, Luciano Forlani, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Roberto Giorgi Ronchi, Lina de Troia.

 

Domenica 15 ottobre, alle ore 16.00, presso il Centro "Ex-moduli", a Monte San Pietro (BO), incontro pubblico "Acqua fonte di vita", disponibilità, uso responsabile, cambiamenti climatici. Partecipano Monica Cinti, Barbara Fabbri, Rosario Lembo, Claudia Castaldini, saluti del sindaco Stefano Rizzoli. Con il contributo della comunità francescana "Frate Iacopa".

 

Giovedì 14 settembre, alle ore 17.30, presso il Circolo culturale Cartoleria, Via Cartoleria 18, Bologna, Casadeipensieri presenta: "Clima, dire il problema, affrontare il pericolo". Dialogo di Bruno Carli con Furio Cerutti, conduce Claudia Castaldini, introduce l'incontro Carla Muzzioli Cocchi. (B. Carli, "L'uomo e il clima", ed. Il Mulino).

 

Mercoledì 13 settembre, alle ore 21.00, "Cambiamento climatico e riscaldamento globale: riflessioni politiche e scientifiche". Partecipano, Giovanni Fini, Claudia Castaldini, Michele Giovannini, Stefano Mazzetti. Presso la Festa dell'Unità al Parco Nord, Bologna.

 

Martedì 16 maggio 2017, alle ore 21.00, presentazione del libro "Regole, Stato, Uguaglianza" di Salvatore Biasco. Dialogano con l'autore Francesco Massarenti, Filippo Taddei. Introduce e modera Claudia Castaldini. Presso il Circolo PD Passepartout, Bologna.

 

Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso lo Spazio 143, organizzato dal PD di Argelato-Funo. Partecipano: Manuela Bulla, Claudia Castaldini, Elena Gaggioli, Giordano Giovannini, Raffaele Pignone.

 

Lunedì 11 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso la Sala Aldo Moro di via Rivani 35, Bologna. Partecipano: Elena Gaggioli, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Ezio Mesini, Davide Tabarelli.

 

Giovedì 7 aprile 2016, alle ore 20.45, incontro pubblico "Trivellazioni in mare. Verso il referendum", presso la Casetta Rossa, in via Bastia, a Bologna. Partecipano: Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini.

 

 

 

 

 

 

 

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A proposito di me:

Le mie più grandi passioni: le scienze della Natura e la Natura stessa.

Ho due Lauree, in Fisica (precisamente in Fisica Teorica) e in Astronomia, conseguite all'Università di Bologna, una specializzazione, ed alcune pubblicazioni scientifiche frutto del lavoro svolto in Università. I miei interessi hanno riguardato principalmente aspetti della Teoria dei Campi, e le radiogalassie FR I.

Seguo da sempre le tematiche connesse alla questione ambientale, forse la più importante del nostro tempo per le implicazioni che ha, dall'uso delle risorse ai legami con la povertà e i Paesi in via di sviluppo, dal sistema economico al semplice godimento dell'ambiente naturale.
Nello specifico, mi occupo da anni di politica energetica. Ho pubblicato sul tema alcuni libri, scritto vari articoli su riviste specializzate, oltre a dossier, studi e collaborazioni.
Sono socia della Legambiente, con cui ho collaborato e sono stata membro della Direzione regionale dell'Emilia-Romagna per anni in qualità di Responsabile Energia, occupandomi in particolare di energia e ambiente, di nucleare civile (pubblicando anche un libro sul tema), di questioni legate al disarmo nucleare, degli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici. Sono membro del Consiglio di Redazione della rivista Qualenergia.

Faccio attività politica nel Partito Democratico dalla sua nascita.  Sono stata Responsabile Energia e Ambiente dell'Esecutivo del PD di Bologna.  Sono socia e membro del Direttivo regionale dell'Associazione Ecologisti Democratici.

Sono bolognese, ma amo viaggiare, fatto che mi ha portato nel corso del tempo a conoscere bene l'Italia e l'Europa intera.

 

 

 

 

 

 

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Se domani il mondo verrà' distrutto, io oggi pianterò' un albero di mele

 

- Ma. L. King -

 

 

 

 

 

 

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Scrivere...

 ... di energia, riportare notizie sullo stretto legame energia-ambiente, per favorire la diffusione di una informazione oggi poco estesa, vaga e spesso imprecisa.  La scarsa conoscenza scientifica tipica dell'Italia (che ha ragioni storiche) apre le porte all'incertezza nell'affrontare il tema, ma soprattutto, alla possibilità da parte di chiunque di sostenere le tesi più diverse con scarsa possibilità di essere contraddetto.   La questione energetico-ambientale è forse la principale del nostro tempo e, come tale, deve essere accessibile e pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stili di vita

per ridurre il proprio impatto sull'ambiente

 

Acquistare:

prodotti locali, a km zero;
alimenti biologici;
apparecchi ed elettrodomestici a basso consumo;
gli stessi... a batterie solari;
automobili efficienti, a gas, ibride, o elettriche;
appartamenti e case con certificazione energetica

Ridurre:

il consumo di carne, e preferire quella biologica;

l'acquisto di prodotti dall'altro capo del mondo;

il ricorso all'auto privata, preferendo i mezzi pubblici o le nuove forme di mobilità

Non acquistare:

uova di galline da allevamenti in gabbie;
late o carne da allevamenti intensivi
;

i SUV fortemente inquinanti

Non accendere:

numerosi elettrodomestici in contemporanea;

Installare:

termostati;
sistemi di coibentazione efficaci;

Spegnere:

le luci quando non servono;
le lucine rosse (stand-by);
il calorifero quando si superano i 20°
... e staccare le spine alla sera!

Dopo tutto ciò...

richiedere alla propria amministrazione comunale, provinciale e regionale adeguate politiche
di risparmio, efficientamento, e promozione delle tecnologie per le fonti rinnovabili,
mezzi di trasporto collettivo comodi ed efficienti, illuminazione pubblica efficiente e una programmazione energetica che porti a fondare il sistema energetico sulle rinnovabili e sulla piccola generazione distribuita a cogenerazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro

(attribuita a vari esponenti degli Indiani d'America del XIX secolo)

(molto citata, ma sempre notevole...)

 

 

 

 

 

 

 

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C'è un ambiente antichissimo, un tempo molto noto almeno nella sua apparenza, che oggi abbiamo perduto:  il cielo notturno. 

 

 

Astronomia

di novembre:

 

In questo mese, sciami meteorici e costellazioni bellissime si affacciano all'orizzonte orientale, come Orione e Toro; la prima dalla sagoma inconfondibile brilla con la Cintura in bella evidenza, la seconda più alta nel cielo sembra osservarci con l'"occhio" di Aldebaran, una gigante rossa brillante. Gli splendidi ammassi aperti delle Iadi e delle Pleiadi ci segnalano l'arrivo dell'Inverno. Basta osservare la sera soprattutto verso Est, non fa ancora molto freddo e questo sicuramente aiuta la permanenza all'aperto.

 

Pianeti visibili

(ad occhio nudo):

 

Mercurio

Mercurio è osservabile ad occidente dopo il tramonto del Sole, estremamente basso sull'orizzonte.

 

Venere

La stella più brillante del cielo è ben visibile ad oriente, la mattina prima dell'alba.

 

Marte

Il pianeta rosso è osservabile a Sud la sera intorno a mezzanotte e per tutta la notte. Il giorno 11 lascia la costellazione del Capricorno ed entra nell'Acquario.
 

Giove

Giove è oramai inosservabile.

 

Saturno

 

Splendido, il pianeta con gli anelli, osservabile la sera guardando a Sud-Ovest, purtroppo per un periodo sempre più breve dopo il tramonto del Sole .

 

 

 

 

 

 

 

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No all'inquinamento luminoso!

Si tratta del fenomeno per il quale è diventato quasi impossibile osservare il cielo stellato a causa dell'illuminazione esterna.

Da sempre, dalla nascita dell'uomo e delle prime civiltà, uno dei contatti con il mondo naturale era proprio quello con il cielo notturno. I moti dei pianeti, di Sole e Luna, l'alternarsi delle stagioni erano in stretto legame con lo svolgersi delle attività umane, e facevano parte anche della vita delle persone comuni, degli agricoltori. Anche gli abitanti delle città erano abituati alla volta celeste stellata, basti pensare che l'Osservatorio Astronomico di una città come Bologna è stato per secoli quello della Specola, presso la sede dell'Università, in pieno centro cittadino.

Ora stiamo perdendo una parte affascinante ed importante del mondo naturale, il cielo notturno appunto, a causa dell'illuminazione esterna che, diffondendo le luci, crea un uniforme bagliore che consente di vedere con difficoltà soltanto le stelle più brillanti. Per vedere una volta celeste naturale occorre ormai andare lontano, in luoghi di montagna (alta, lontano dai paesi di villeggiatura) o di mare aperto.

Questa carenza ha anche un'altra conseguenza: un consumo inutile di elettricità. Infatti, adottando opportune lampade con configurazioni direzionali è possibile ridurre l'elettricità consumata per l'illuminazione dirigendo il flusso luminoso soltanto dove serve, ossia verso il basso. In tal modo si risparmia in bolletta e in consumi di energia elettrica.

Il problema viene affrontato anche da associazioni sorte per "tutelare" il cielo notturno, come Cielobuio.

 

 

 

 

 

 

In Italia si destina alla ricerca scientifica meno dell'1% del Prodotto Interno Lordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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POLITICA
La linea politica viene scelta dagli organismi dirigenti
30 aprile 2018
Sembra una frase scontata, ma leggendo i commenti politici all'intervista di Matteo Renzi da Fazio ieri sera, domenica 29 aprile, non lo è più. 
Forse non è inutile ricordare le regole del Partito Democratico, e far si' che la riunione della Direzione del prossimo 3 maggio non diventi un'inutile passerella.
Mi spiego meglio: rischia di diventarlo se l'intervento di Renzi fosse interpretato come linea politica per il partito. Questo sarebbe un limite notevole al grado di democrazia interna che va scongiurato. 
Le opinioni di Renzi sono importanti in se', si tratta del nostro ex-segretario, tutti noi iscritti e militanti le teniamo in giusta considerazione, ma il valore del dibattito democratico interno al PD non può essere limitato. 
Dunque, il 3 maggio prossimo ci sarà, per quanto mi riguarda, una riunione che seguirò con attenzione.

SOCIETA'
Una Giornata di successo (a cui sarebbe bene prestare attenzione)
27 aprile 2018
Un mese e un giorno dopo l'equinozio di Primavera si celebra in tutto il mondo la Giornata della Terra, o Earth Day, nella lingua più internazionale. 
Il 22 aprile è stato l'Earth Day 2018, una giornata speciale con migliaia di iniziative in tutto il mondo, dai convegni alle attività dirette di ripulitura dell'ambiente. Nel nostro Paese l'evento centrale è stato il Villaggio della Terra a Roma, visitato da oltre centocinquantamila persone, un record che mostra tutto l'interesse che il tema suscita.  A 48 anni dalla prima edizione, l'iniziativa voluta dall'ONU è un evento internazionale capace di coinvolgere moltissimi Paesi del mondo e milioni di persone. La questione ambientale è forse oggi l'unico tema capace di superare barriere e unire popoli di diverse culture, o persone di diversa estrazione, mostrando che la salvaguardia dell'ambiente è un obiettivo comune a tutti con la forza adeguata per unire e mobilitare, far riflettere e costruire letteralmente nuovi ambiti culturali.

Un tema enorme che i partiti politici tradizionali, ed evidentemente coloro che ne dirigono le sorti, si ostinano a trascurare da tempo immemore, senza dubbi e nemmeno incertezze di sorta. Dato che in questo blog campeggia sulla colonna a sinistra il simbolo del PD, a cui sono iscritta, mi sento di segnalare il silenzio quest'anno del Partito Democratico su un tema così importante come l'Earth Day (fatta eccezione per dichiarazioni di Martina e Gentiloni riportate dalle agenzie), silenzio peraltro in linea con il progressivo affievolimento dell'argomento nel quadro politico interno. Nessuno ha avuto niente da dire in proposito, mentre il movimento politico ambientalista sta sparendo dal PD.  Spesso, pare che siano altri i temi da affrontare, nella debolezza culturale che ha caratterizzato la sinistra per decenni - mentre la destra perorava i propri. Questo è il quadro attuale.

Tornando all'ambiente, l'edizione di quest'anno della Giornata della Terra è stata dedicata al problema della plastica. Si stima che 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscano nei nostri mari e oceani, e che il numero dei pesci nel 2050 sarà superato da detriti di plastica e delle famigerate micro-plastiche, che le barriere coralline spariranno o saranno fortemente deteriorate, e che enormi isole di rifiuti sintetici galleggeranno ovunque nei mari. Plastica ovunque. Intera o frammentata, o microplastica dall'origine. Quest'ultima, la si usa infatti per creme cosmetiche esfolianti o altri tipi di cosmetici e sanitari, nelle fibre tessili sintetiche, nell'edilizia, nelle sostanze per lavare e togliere residui dalle imbarcazioni, e finisce in mare, e nella catena alimentare, dai pesci fino a noi. Un problema enorme su cui è necessario intervenire con normative opportune. Nell'ultima legge di bilancio, prima della fine della legislatura, sono state introdotte norme contro i cotton-fioc non biodegradabili e contro le microplastiche nei cosmetici: un passo avanti importante. 

L'Earth Day, la Giornata della Terra, ci ricorda che abbiamo una responsabilità nei confronti della Natura, che si fonda sull'enorme potere che ha acquisito la nostra specie di intervenire sui processi naturali, sulla necessità e sul beneficio di conservare i sistemi naturali e la loro vitalità, sul legame con le nostre future generazioni. Ciascuno di noi può fare moltissimo, adottando progressivamente stili di vita meno impattanti, controllando la qualità ambientale dei prodotti acquistati, scegliendo abiti in fibre naturali, rendendo più salubre il proprio ambiente domestico, sostenendo politiche adeguate delle amministrazioni pubbliche. Non è la Luna, si tratta di qualcosa che ciascuno può fare, a proprio beneficio ed a quello di tutti. 

Il link al sito Earth Day:

wwww.earthday.org


SCIENZA
Il mare da vicino (a volte buono, più spesso appena sufficiente)
17 aprile 2018
E´ uscito il Rapporto sulla qualità ambientale delle acque marino-costiere dell´Emilia-Romagna dell'Arpae, riferito all'anno 2016. Il Rapporto si può scaricare all'indirizzo in calce. 

La fascia costiera dell'Emilia-Romagna presenta diversi elementi di rilevanza, che riguardano soprattutto le zone ad elevata antropizzazione, con attività turistiche e di pesca, vicine e spesso intersecanti le aree di rilievo naturalistico. Tutti gli aspetti sono presenti sulla costa emiliano-romagnola, dalla pesca alle discoteche, dalle città d'arte alla foce del più grande fiume d'Italia, il Po con le sue diramazioni, dai grandi alberghi agli aironi e ai fenicotteri del Parco del Delta del Po. Una caratteristica degna di nota per l'intera area riguarda il fattore temporale: in un lasso di tempo abbastanza breve, alcune decine di anni dal dopoguerra sostanzialmente, l'assetto della costa è cambiato profondamente, passando da un territorio scarsamente popolato ed edificato dove la pesca era l'attività principale ad un'area fortemente alterata dalle costruzioni ricettive per un turismo che moltiplica gli abitanti locali nei mesi estivi principalmente. A questo aspetto si aggiunge l'estrazione di idrocarburi e l'estrazione di acqua dalle falde, all'origine di fenomeni di subsidenza rilevanti. Le principali aree interessate sono quella ravennate, sia per l'utilizzo di acque sotterranee sia all'estrazione di idrocarburi, e quella bolognese, dove il fenomeno è dovuto prevalentemente all'estrazione di acqua per usi civili, industriali, irrigui e zootecnici.
Il fenomeno è praticamente irreversibile e si manifesta con maggiore evidenza dove si hanno i maggiori abbassamenti piezometrici e maggiori strati di sedimenti compressibili, arrivando ad alterare la linea di costa, cambiare la pendenza delle reti idrauliche artificiali (fognature, bonifiche), riduzione gli argini con conseguenti pericoli di inondazioni.
Nel suo insieme non si tratta di un contesto facile: l'intera area orientale della regione era un tempo zona di paludi ed acquitrini, di valli - come, fra le poche rimaste, le Valli di Comacchio - e di corsi d'acqua. Il fiume Reno, che scende dall'Appennino e passa dalla città di Bologna, si perdeva in quelle aree umide, diventando oggetto di intervento sul territorio già al tempo degli antichi Romani. 

La situazione del mare è particolarmente importante non soltanto su piano locale, ma nazionale.
Da tempo è noto il problema dell'eutrofizzazione. Si legge sul Rapporto: "i processi di eutrofizzazione che da diversi anni affliggono la fascia costiera dell’Emilia-Romagna provocano impatti negativi oltre che sugli equilibri ambientali dell’ecosistema bentico anche su due importanti settori dell’economia regionale e nazionale quali turismo e pesca e rappresentano il problema principale dell’alterazione dello stato ambientale.
Le zone prospicienti al delta del Po e la costa emiliano romagnola, essendo investite direttamente dagli apporti del bacino idrografico padano nonche´ dagli apporti dei bacini costieri, sono maggiormente interessate da fenomeni di eutrofizzazione. L’influenza e l’effetto dell’apporto veicolato dal fiume Po sull’area costiera, si evidenziano considerando anche il valore di salinita` che si abbassa notevolmente lungo la fascia costiera rispetto al mare aperto; inoltre la grande massa diacqua dolce immessa dal fiume Po (1500 m /sec come media annuale nel lungo periodo: 1917-2016), rappresenta il motore e l’elemento caratterizzante del bacino dell’Adriatico nord-occidentale, in grado di determinare e condizionare gran parte dei processi trofici e distrofici nell’ecosistema costiero."
Nel mare non mancano elementi vari e metalli: azoto, fosforo, piombo, cromo, nichel, arsenico, spesso con concentrazioni superiori al limite di quantificazione (LOQ), e composti chimici, idrocarburi, pesticidi, diossine, furani. 
Nel complesso i dati presentati nel Rapporto ci parlano di una situazione classificata più spesso come "sufficiente", a volte come "buona", riguardo lo stato ecologico e lo stato chimico, confluenti nella commistione fra i due che ci parla dello stato ambientale. Insomma, un contesto non male ma nemmeno bene, ossia che si può definire intermedio, in cui evidentemente sarebbe bene un ulteriore passo che porti dallo stato "sufficiente" allo stato "buono" ovunque possibile. 

Per approfondire il tema e studiare il Rapporto ci si può collegare al seguente link:

https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?id=9465&idlivello=1504


P.S.: si leggono articoli su quotidiani autorevoli in cui il numero dei camion e dei Tir in coda sulle strade viene considerato indice dello sviluppo industriale locale. In realtà e' soltanto caratteristica di un sistema, come quello italiano, in cui le merci si muovono su strada e pochissimo su rotaia, causando elevati livelli di polveri fini con composti nocivi di vario tipo, indice soltanto di inquinamento capace di causare danni gravissimi alla salute umana. Speriamo che prima o poi qualcuno intervenga davvero, dopo decenni di inutili discorsi in merito, ma speriamo anche che prima o poi gli articoli sullo sviluppo si intersechino con gli articoli sull'ambiente, superando una dicotomia sbagliata che non porta da nessuna parte (letteralmente, in questo caso).

POLITICA
L'agroecologia per migliorare e diffondere localmente la produzione di cibo
4 aprile 2018
L'agroecologia può migliorare la produzione di cibo mondiale, rendendola più salubre e più vicina a criteri di sosteniblità. Questa introduzione pregnante proviene dal Secondo Simposio Internazionale sull'Agroecologia della FAO (l'organizzazione sull'agricoltura e il cibo dell'ONU) in corso a Roma, nei giorni dal 3 al 5 aprile, da parte del Direttore José Graziano da Silva. Associandola, aggiungerei, alla riduzione delle diseguaglianze si può cambiare il mondo, in meglio naturalmente.

In sostanza, dal convegno emerge che sarebbe bene cambiare il sistema attuale prevalente, in cui la maggior parte della produzione di cibo è basata su consumi intensivi di risorse ed elevati costi ambientali, con degrado continuo del suolo, dell'acqua, della vegetazione, dell'aria. Lo schema delineato dall'incremento produttivo ad ogni costo non è inoltre sufficiente ad eradicare la fame nel mondo, anzi segue e produce esso stesso squilibri fra coloro che possono permettersi ogni sorta di cibo e coloro che non possono permettersi nemmeno l'indispensabile.
Si tratta di un tema noto da tempo: la fame nel mondo non è dovuta nel complesso a carenza di cibo (che può certamente essere un problema a livello locale), ma a condizioni che non consentono l'accesso al cibo. Povertà estrema, esclusione sociale, mancanza di denaro insieme a degrado ambientale locale, portano a condizioni di disagio a volte estremo, ma ci parlano di diseguaglianze più che di carenze produttive globali di alimenti. A questi aspetti si aggiunge il cambiamento climatico globale che investe soprattutto i luoghi che si trovano già in difficoltà - che per paradosso non hanno prodotto le cause del cambiamento climatico stesso - come le aree limitrofe ai deserti, le zone aride, le zone costiere più povere, le piccole isole. Si tratta di aree enormi in alcuni casi, come l'area sahariana e le sue zone limitrofe in Africa.

L'agroecologia applica criteri ecologici e sociali, unendo tradizioni e conoscenze scientifiche, e può diventare l'approccio del futuro. Sistemi di produzione circolari, capaci di salvaguardare risorse naturali e biodiversità, e di promuovere l'inevitabile adattamento e la mitigazione al cambiamento climatico, magari adattati a fattorie familiari in cui si possano integrare con i sistemi tradizionali. Queste potenzialità vanno sostenute organizzativamente ed economicamente in vista dei benefici che possono portare.

La politica italiana parla spesso del fenomeno dell'immigrazione, soprattutto dall'Africa. Gli sbarchi di migranti in condizioni disumane dopo aver attraversato il Mediterraneo su gommoni e barche pericolose, i morti in mare, i salvataggi, colpisono la coscienza di tutti. Ma il fenomeno non può essere limitato al problema dell'arrivo: ci sono ragioni per cui persone in condizioni di estrema difficoltà lasciano il proprio paese. Le ragioni si trovano nelle guerre, che sono più facili da identificare, nell'estrema povertà, nel tracollo dell'economia tradizionale in molte zone dell'Africa, soprattutto subsahariana, meno facilmente delineabili. Spesso il degrado ambientale locale non consente più di coltivare ciò che un tempo era possibile, le condizioni climatiche sono estreme, la miseria e la fame sono il quotidiano, la società tradizionale si frantuma, chi può se ne va incontrando mille ostacoli. Un'umanità che tenta di salvarsi, ma che prende le mosse da un contesto fortemente compromesso da iniquità colossali ed in aumento costante. Le migrazioni sono destinate ad aumentare, e non basta certo affermare, come è giusto, che i popoli si sono sempre spostati, sarebbe bene guardare alle ragioni del fenomeno, che possono parlarci di ciò che sta accadendo. Diseguaglianze e degrado ambientale in proporzioni enormi e destinate ad incrementare. Questo è il mondo che si sta formando se non interverremo per tempo, alla radice, invertendo la rotta.

Parlare di rimandare a casa centinaia di migliaia di persone è irresponsabilità pura, nonchè mancanza di senso di realtà. Limitarsi a tentare di ridurre gli sbarchi senza guardare il fenomeno nel suo complesso è miopia, al minimo.


Il sito della Fao che segue il simposio di Roma si trova al seguente indirizzo:

http://www.fao.org/news/story/en/item/1113475/icode/

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