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Prezzo giornaliero

del petrolio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carbonio:

 

Prezzo carbonio (EU):

7,43 €/tCO2

(7/12/2017)

 

 

 

 

 

 

 

 


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Previsione a 1 anno (da fine 2017)

del prezzo del petrolio:

64 $/bbl

 

 

 

 

 

 

Rinnovabili in Italia: contatori GSE

 

gse.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Eolico in Italia

 

Potenza installata: 9.300 MW

per circa 17,5 TWh

(dati Gse)

 

 

 

 

 

 

 

 

Solare termico in Italia

 

4,3 milioni m2 di pannelli

circa 2,9 GW termici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agenda

 

Martedì 12 dicembre, alle ore 20.30, presso il Circolo PD Passepartout, a Bologna, incontro pubblico "Smog, polveri fini, mobilità e consumi energetici nel nostro territorio". Partecipano: Giovanni Fini, Luciano Forlani, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Roberto Giorgi Ronchi, Lina de Troia.

 

Domenica 15 ottobre, alle ore 16.00, presso il Centro "Ex-moduli", a Monte San Pietro (BO), incontro pubblico "Acqua fonte di vita", disponibilità, uso responsabile, cambiamenti climatici. Partecipano Monica Cinti, Barbara Fabbri, Rosario Lembo, Claudia Castaldini, saluti del sindaco Stefano Rizzoli. Con il contributo della comunità francescana "Frate Iacopa".

 

Giovedì 14 settembre, alle ore 17.30, presso il Circolo culturale Cartoleria, Via Cartoleria 18, Bologna, Casadeipensieri presenta: "Clima, dire il problema, affrontare il pericolo". Dialogo di Bruno Carli con Furio Cerutti, conduce Claudia Castaldini, introduce l'incontro Carla Muzzioli Cocchi. (B. Carli, "L'uomo e il clima", ed. Il Mulino).

 

Mercoledì 13 settembre, alle ore 21.00, "Cambiamento climatico e riscaldamento globale: riflessioni politiche e scientifiche". Partecipano, Giovanni Fini, Claudia Castaldini, Michele Giovannini, Stefano Mazzetti. Presso la Festa dell'Unità al Parco Nord, Bologna.

 

Martedì 16 maggio 2017, alle ore 21.00, presentazione del libro "Regole, Stato, Uguaglianza" di Salvatore Biasco. Dialogano con l'autore Francesco Massarenti, Filippo Taddei. Introduce e modera Claudia Castaldini. Presso il Circolo PD Passepartout, Bologna.

 

Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso lo Spazio 143, organizzato dal PD di Argelato-Funo. Partecipano: Manuela Bulla, Claudia Castaldini, Elena Gaggioli, Giordano Giovannini, Raffaele Pignone.

 

Lunedì 11 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso la Sala Aldo Moro di via Rivani 35, Bologna. Partecipano: Elena Gaggioli, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Ezio Mesini, Davide Tabarelli.

 

Giovedì 7 aprile 2016, alle ore 20.45, incontro pubblico "Trivellazioni in mare. Verso il referendum", presso la Casetta Rossa, in via Bastia, a Bologna. Partecipano: Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini.

 

 

 

 

 

 

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A proposito di me:

Le mie più grandi passioni: le scienze della Natura e la Natura stessa.

Ho due Lauree, in Fisica (precisamente in Fisica Teorica) e in Astronomia, conseguite all'Università di Bologna, una specializzazione, ed alcune pubblicazioni scientifiche frutto del lavoro svolto in Università. I miei interessi hanno riguardato principalmente aspetti della Teoria dei Campi, e le radiogalassie FR I.

Seguo da sempre le tematiche connesse alla questione ambientale, forse la più importante del nostro tempo per le implicazioni che ha, dall'uso delle risorse ai legami con la povertà e i Paesi in via di sviluppo, dal sistema economico al semplice godimento dell'ambiente naturale.
Nello specifico, mi occupo da anni di politica energetica. Ho pubblicato sul tema alcuni libri, scritto vari articoli su riviste specializzate, oltre a dossier, studi e collaborazioni.
Sono socia della Legambiente, con cui ho collaborato e sono stata membro della Direzione regionale dell'Emilia-Romagna per anni in qualità di Responsabile Energia, occupandomi in particolare di energia e ambiente, di nucleare civile (pubblicando anche un libro sul tema), di questioni legate al disarmo nucleare, degli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici. Sono membro del Consiglio di Redazione della rivista Qualenergia.

Faccio attività politica nel Partito Democratico dalla sua nascita.  Sono stata Responsabile Energia e Ambiente dell'Esecutivo del PD di Bologna.  Sono socia e membro del Direttivo regionale dell'Associazione Ecologisti Democratici.

Sono bolognese, ma amo viaggiare, fatto che mi ha portato nel corso del tempo a conoscere bene l'Italia e l'Europa intera.

 

 

 

 

 

 

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Se domani il mondo verrà' distrutto, io oggi pianterò' un albero di mele

 

- Ma. L. King -

 

 

 

 

 

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Scrivere...

 ... di energia, riportare notizie sullo stretto legame energia-ambiente, per favorire la diffusione di una informazione oggi poco estesa, vaga e spesso imprecisa.  La scarsa conoscenza scientifica tipica dell'Italia (che ha ragioni storiche) apre le porte all'incertezza nell'affrontare il tema, ma soprattutto, alla possibilità da parte di chiunque di sostenere le tesi più diverse con scarsa possibilità di essere contraddetto.   La questione energetico-ambientale è forse la principale del nostro tempo e, come tale, deve essere accessibile e pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Stili di vita

per ridurre il proprio impatto sull'ambiente

 

Acquistare:

prodotti locali, a km zero;
alimenti biologici;
apparecchi ed elettrodomestici a basso consumo;
gli stessi... a batterie solari;
automobili efficienti, a gas, ibride, o elettriche;
appartamenti e case con certificazione energetica

Ridurre:

il consumo di carne, e preferire quella biologica;

l'acquisto di prodotti dall'altro capo del mondo;

il ricorso all'auto privata, preferendo i mezzi pubblici o le nuove forme di mobilità

Non acquistare:

uova di galline da allevamenti in gabbie;
late o carne da allevamenti intensivi
;

i SUV! (fortemente inquinanti)

Non accendere:

numerosi elettrodomestici in contemporanea;

Installare:

termostati;
sistemi di coibentazione efficaci;

Spegnere:

le luci quando non servono;
le lucine rosse (stand-by);
il calorifero quando si superano i 20°
... e staccare le spine alla sera!

Dopo tutto ciò...

richiedere alla propria amministrazione comunale, provinciale e regionale adeguate politiche
di risparmio, efficientamento, e promozione delle tecnologie per le fonti rinnovabili,
mezzi di trasporto collettivo comodi ed efficienti, illuminazione pubblica efficiente e una programmazione energetica che porti a fondare il sistema energetico sulle rinnovabili e sulla piccola generazione distribuita a cogenerazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro

(attribuita a vari esponenti degli Indiani d'America del XIX secolo)

(molto citata, ma sempre notevole...)

 

 

 

 

 

 

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C'è un ambiente antichissimo, un tempo molto noto almeno nella sua apparenza, che oggi abbiamo perduto:  il cielo notturno. 

 

 

Astronomia

di febbraio:

 

L'inverno solitamente consente ottime osservazioni, soprattutto nelle notti serene, che tendono ad offrire cieli più tersi. Ovviamente, la temperatura è più bassa. In questo mese i pianeti sono osservabili al mattino presto ad oriente, fra le fredde luci dell'alba.

 

Pianeti visibili

(ad occhio nudo):

 

Mercurio

Mercurio è praticamente inosservabile.

 

Venere

Come Mercurio, la stella più brillante del cielo è quasi inosservabile.

 

Marte

Il pianeta rosso è osservabile a Sud-Est prima dell'aurora. Si trova nella Bilancia, e poi in febbraio transiterà nello Scorpione, vicino a Giove con cui è stato in congiunzione il 7 gennaio.
 

Giove

Dopo la congiunzione con Marte, Giove è sempre visibile a Sud-Est nelle ultime ore della notte, nella Bilancia.

 

Saturno

 

Anche Saturno torna ad essere visibile nel cielo del mattino, molto basso sull'orizzonte orientale, nella costellazione del Sagittario.

 

 

 

 

 * 

 

 

 

 

No all'inquinamento luminoso!

Si tratta del fenomeno per il quale è diventato quasi impossibile osservare il cielo stellato a causa dell'illuminazione esterna.

Da sempre, dalla nascita dell'uomo e delle prime civiltà, uno dei contatti con il mondo naturale era proprio quello con il cielo notturno. I moti dei pianeti, di Sole e Luna, l'alternarsi delle stagioni erano in stretto legame con lo svolgersi delle attività umane, e facevano parte anche della vita delle persone comuni, degli agricoltori. Anche gli abitanti delle città erano abituati alla volta celeste stellata, basti pensare che l'Osservatorio Astronomico di una città come Bologna è stato per secoli quello della Specola, presso la sede dell'Università, in pieno centro cittadino.

Ora stiamo perdendo una parte affascinante ed importante del mondo naturale, il cielo notturno appunto, a causa dell'illuminazione esterna che, diffondendo le luci, crea un uniforme bagliore che consente di vedere con difficoltà soltanto le stelle più brillanti. Per vedere una volta celeste naturale occorre ormai andare lontano, in luoghi di montagna (alta, lontano dai paesi di villeggiatura) o di mare aperto.

Questa carenza ha anche un'altra conseguenza: un consumo inutile di elettricità. Infatti, adottando opportune lampade con configurazioni direzionali è possibile ridurre l'elettricità consumata per l'illuminazione dirigendo il flusso luminoso soltanto dove serve, ossia verso il basso. In tal modo si risparmia in bolletta e in consumi di energia elettrica.

Il problema viene affrontato anche da associazioni sorte per "tutelare" il cielo notturno, come Cielobuio.

 

 

 

 

 

 

In Italia si destina alla ricerca scientifica meno dell'1% del Prodotto Interno Lordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog

 

 

 

 

 

 

 

ECONOMIA
La transizione energetica è in atto, e non si fermerà. Ma occorre puntare sulle rinnovabili con decisione.
6 giugno 2018
L'Italia si trova al quinto posto nel mondo per potenza solare installata e al quarto posto per capacità fotovoltaica pro-capite. Questi sono i principali dati riguardanti il nostro Paese che emergono dal nuovo Rapporto sulle fonti energetiche rinnovabili "Renewables 2018 Global Status Report" di REN 21 (Renewable Energy Policy Network for 21st Century). Guardando bene, però, la buona posizione è stata ottenuta negli anni passati, mentre ora risulta evidente il notevole rallentamento delle nuove installazioni.

REN 21 è una rete internazionale di portatori di interesse nel campo dell'energia ed in particolare delle fonti rinnovabili, costituita da organizzazioni governative, non governative, scientifiche, industriali.  Ogni anno, dal 2005, propone il rapporto Renewables Global Status Report, a cui collaborano oltre 900 esperti, sulle politiche sull'industria e sul mercato delle energie rinnovabili.  Il sito è ben costruito e propone l'intero Rapporto, oppure gli highlights, infographics, dati e tabelle distintamente (l'indirizzo è in calce). I dati proposti sono estremamente interessanti, ed offrono una visione complessiva dello stato e delle tendenze nell'ambito delle energie pulite a livello mondiale. Molti ambiti richiedono una lettura diretta, ma possiamo riassumere qui alcuni dati degni di nota.

L'anno trascorso 2017 ha ruperato vari record per le energie rinnovabili, innanzitutto segnando la maggior crescita delle potenza installata e la maggior decrescita dei costi delle stesse, accompagnate ad una diffusione sempre più capillare nel mondo di normative e provvedimenti tesi a favorirle. Nel complesso i valori appaiono positivi.

Le fonti rinnovabili hanno costituito il 70% di tutta la nuova capacità di produzione elettrica globale, segnando il più grande aumento mai registrato.
La performance migliore è del fotovoltaico. La nuova capacità FV è aumentata del 29% rispetto al 2016, raggiungendo i 98 GW e superando la quota di nuovi impianti a fonti fossili (carbone, gas e
energia nucleare) insieme. A livello mondiale l’elettricità solare ha rappresentato il 55% della nuova potenza rinnovabile installata, seguita da eolico e idroelettrico con contributi che superano il 29% e
l’11%, rispettivamente. A fine 2017 sono stati raggiunti 2.195 GW di potenza, in grado di fornire il 26,5% dell’elettricità mondiale.

I dati non sono altrettanto buoni nei settori del riscaldamento e dei trasporti, che insieme rappresentano la maggior parte della domanda globale di energia. Si tratta degli ambiti dove è più difficile ridurre il ricorso ai combustibili fossili. Per quanto riguarda il riscaldamento, la maggior quota rinnovabile proviene dalle biomasse tradizionali, che rappresentano circa il 16,4% della domanda globale di calore. Nel settore dei trasporti, addirittura il 92% della domanda è soddisfatto da derivati del petrolio, mentre sono solo 42 le nazioni che hanno fissato obiettivi di sostenibilità ambientale.

Nel complesso, l'analisi mostra che le rinnovabili possono avere un ruolo centrale nel sistema energetico mondiale, sia nei Paesi di più antica industrializzazione, sia nei Paesi in via di sviluppo.  Il settore delle rinnovabili è un settore dinamico, capace di innovare i modelli di business e di indurre rapidi cambiamenti. Il punto centrale ora, come viene sottolineato nello studio, consiste nel passare da una transizione elettrica, già in corso, ad una transizione energetica, che sia capace cioè di includere tutti gli ambiti a cui si devono gli elevati consumi di energia mondiali.

In questo contesto, il nostro Paese non sfigura, soprattutto per la forte crescita del solare fotovoltaico indotta dagli incentivi in conto energia degli anni scorsi. L’Italia riesce a mantenere una posizione ottima piazzandosi fra i primi cinque Paesi al mondo per la capacità cumulata, dopo Cina, Stati Uniti, Giappone e Germania, ed al quarto posto per capacità pro-capite. A livello nazionale il fotovoltaico da solo nel 2017 ha contribuito a quasi il 9% della produzione elettrica nazionale, coprendo quasi l'8% della domanda. Forse qualcuno ricorda, senza polemica ma a beneficio della sostenibilità energetica, la crisi del 2003 con black out nazionale e l'opinione diffusa allora che con il solare avremmo raggiunto solo cifre decimali.

Purtroppo, non figuriamo ai primi posti per nuova capacità installata, un tema che va affrontato per non perdere quanto di buono si è fatto finora.
Nell'analisi specifica per fonte siamo in buona posizione anche riguardo la geotermia, siamo presenti nell'eolico, siamo troppo indietro nel solare termico. Ancora peggio nei trasporti, dove mancano decisioni forti in favore di un diverso modello di mobilità. Per contro, non figuriamo nell'idroelettrico pur avendone una buona quota perchè siamo superati da grandi Paesi, mentre l'efficienza energetica, anch'essa piuttosto buona nel nostro Paese, viene esaminata solo su scala globale.

Il Rapporto sostiene in buona sintesi che la transzione verso un nuovo modello energetico è da tempo iniziata e non si fermerà. Aggiunge però che non è detto che basti ad evitare un riscaldamento della temperatura media globale di 2°C, e ancor meno di 1,5°C (secondo l'Accordo di Parigi). Anzi, è molto probabile che non basti, perchè siamo costantemente in carenza di tempo: siamo più lenti dei processi naturali, mentre dovremmo accelerare la transizione per evitare le conseguenze peggiori.

Il sito dove si può scaricare il Rapporto di REN21:

http://www.ren21.net/gsr-2018/

ECONOMIA
Termoelettrico in aumento, calo delle rinnovabili - con l'eccezione del FV
13 marzo 2018
In un contesto in cui la domanda elettrica nazionale nel 2017 è cresciuta del 2% rispetto al 2016, aumenta la produzione da termoelettrico e cala la produzione delle altre fonti, eccettuato il fotovoltaico.
Dell'andamento della produzione delle varie fonti energetiche occorrerà tenere conto nella stesura definitiva del Decreto Rinnovabili Elettriche 2018, di cui ora è stata preparata una bozza dal Ministero dello Sviluppo Economico.
I dati qui riportati provengono dalla pubblicazione di Terna relativa all'anno appena trascorso, scaricabile dal sito all'indirizzo riportato in calce. Una breve analisi dei medesimi si trova sul sito di Qualenergia, ancora all'indirizzo in calce.

Nell'anno da poco trascorso, si rileva un aumento del 4% della produzione da termoelettrico a fonti fossili (per 199,5 TWh), ed una diminuzione del contributo delle altre fonti, con l’eccezione del fotovoltaico che aumenta la sua produzione rispetto all’anno precedente del 14%, raggiungendo il record di generazione con 24,8 TWh.
Il fotovoltaico arriva così a coprire il 7,8% della domanda elettrica, e l'8,7% della produzione nazionale. Fra le rinnovabili oggi il fotovoltaico è la seconda fonte.

La produzione di elettricità generata complessivamente dalle fonti rinnovabili lo scorso anno è risultata pari a 103,4 TWh, con circa 3,5 TWh in meno rispetto al 2016.
La quota delle rinnovabili elettriche sulla domanda è del 32,4%, mentre nel 2016 si attestava al 34%, e nel 2014 superava il 38%.
La causa principale del forte calo è stato il diverso regime idrico che ha riguardato il nostro Paese, con un notevole decremento della produzione da fonte idroelettrica. La produzione infatti era stata nel 2014 pari a 59,5 TWh, mentre lo scorso anno soltanto 37,5 TWh, cioè 22 miliardi di chilowattora in meno in soli 4 anni.

Occorre fare attenzione per restare in linea con gli obiettivi europei, anche se un rapporto del GSE (Gestore dei Servizi Energetici - Rapporto Statistico 2016) a fine 2016 rileva che la quota delle fonti rinnovabili nella domanda energetica è del 17,41% dei consumi finali lordi, dunque perfettamente in linea, almeno fino a quella data.

Nel grafico la quota percentuale delle diverse fonti rinnovabili sul fabbisogno elettrico in Italia dal 2014 al 2017.





L'articolo citato, e il grafico riportato, sul sito di Qualenergia:
http://www.qualenergia.it/articoli/20180122-fonti-rinnovabili-in-calo-nel-2017-ma-record-di-produzione-del-fotovoltaico

Il sito di Terna:
www.terna.it

Il sito del GSE:
www.gse.it



ECONOMIA
Cresce il fotovoltaico nel mondo, e in Italia, con cifre rilevanti
22 ottobre 2015

Il solare fotovoltaico per la produzione di elettricità sta attraversando ormai da tempo una fase di grande sviluppo nel mondo. Secondo il nuovo Rapporto Snapshot of Global PV Markets 2014, dell’IEA (International Energy Agency), 177 GW di installazioni fotovoltaiche stanno producendo oltre 1% della domanda di elettricità mondiale, con una forte crescita progressiva in un grande numero di Paesi, fra cui il nostro.  Può sembrare poco, ma si tratta invece di una percentuale molto promettente, sia nella sua totalità, sulla quale nessuno avrebbe scommesso fino a pochi anni fa, sia nell’andamento dell’incremento, esso stesso in positiva crescita. Infatti, il mercato nel solo anno 2014 ha raggiunto i 38,7 GW, rispetto ai 37,6 GW del 2013.

Nuovi Paesi e nuove aree geopolitiche si aprono al futuro delle energie verdi: fino a soli due anni fa era l’Europa a detenere la quota principale del mercato, mentre oggi l’Asia ne costituisce il 59%.  Sono oggi 19 i Paesi in cui la copertura della domanda di elettricità con il fotovoltaico supera l’1%, e noi siamo attualmente in cima alla lista avendo superato l’8%. Seguono la Grecia, la Germania, mentre l’Europa nel suo complesso raggiunge il 3,5 %. Australia, Danimarca, Israele, Giappone hanno superato il 2%, mentre per i grandi Paesi come Cina e Stati Uniti servirà ancora un impegno maggiore.

Secondo i dati forniti da Terna, anche nel primo semestre del 2015 nel nostro Paese si sono rilevati dati importanti riguardo la generazione elettrica da fonti rinnovabili, nonostante alcune variazioni legate ai fenomeni stagionali che hanno ridotto la quota di idroelettrico. Copriamo oggi quasi il 40% dei consumi elettrici con le rinnovabili, e superiamo la stessa cifra per quanto riguarda la produzione. Il Rapporto di Terna conferma anche l’apporto significativo del fotovoltaico nella copertura del fabbisogno di elettricità italiano, con una quota che supera l’8%.

Fino a pochi anni fa tutto ciò sembrava impossibile, e veniva spesso descritto come tale; ora, appare come una concreta dimostrazione che sono le politiche messe in campo a determinare il futuro energetico del nostro Paese e del mondo. Una serie di fattori che si possono riassumere principalmente nelle scelte di percorsi incentivanti in favore delle nuove tecnologie verdi, negli accordi internazionali di protezione del clima, nelle politiche attuate in Unione Europea prima che altrove, nella dipendenza dai contesti geopolitici locali dei Paesi produttori ed esportatori di gas naturale e di petrolio, hanno favorito le rinnovabili, aprendo un mercato che ora è interessante anche dal punto di vista economico, con sviluppo e creazione di posti di lavoro. Alcuni studi prevedono che la tendenza mediamente non cambierà in futuro, nemmeno in una fase di bassi prezzi di gas e petrolio come quella che stiamo attraversando, perché i benefici portati dalla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili superano gli ostacoli economici che possono presentarsi sul loro cammino.   Per non parlare del fatto che la percezione della necessità di portare avanti una transizione energetica verso un sistema più pulito, nonostante i problemi che possono presentarsi, è ormai parte consolidata della pubblica opinione, che considera i problemi ambientali e legati alla salute spesso con interesse maggiore di quanto si creda.

Il Rapporto dell’IEA può essere scaricato al seguente indirizzo:

International Energy Agency Photovoltaic Power System Programme (IEA PVPS):

http://www.iea-pvps.org/index.php?id=trends0

I dati rilevati da Terna si trovano sul sito:

www.terna.it

Di recente, un’interessante pubblicazione scientifica ha analizzato il tema:

Francesco Meneguzzo, Rosaria Ciriminna, Lorenzo Albanese, Mario Pagliaro The great solar boom: a global perspective into the far reaching impact of an unexpected energy revolution, Energy Science & Engineering.

 

ECONOMIA
Politiche per un lavoro "rinnovabile" - e in crescita
28 maggio 2015

Quando si parla di occupazione, ovvero del suo contrario, la disoccupazione o l’inoccupazione, sarebbe forse utile ricordare che si tratta in realtà di lavoro: i termini utilizzati a tutti gli effetti sono parte del ragionamento, le fondamenta, i mattoni, di ciò che si vuole esprimere. L’”occupazione” fa riferimento ad un’attività più leggera, soft, che sottintende il superamento, o la cancellazione nell’immaginario collettivo, della vera attività, il lavoro. E di lavoro utile sarebbe bene parlare, nel senso che ci dovrebbe essere l’intendimento di creare sviluppo sostenibile e funzionale alla società e al tempo attuali, grazie al quale “occuparsi” di qualcosa diventa atto di utilità personale e collettiva. Stiamo assistendo alla scomparsa di vocaboli di grande contenuto, e con essi alla perdita dei temi correlati, come la qualità, i diritti, le norme, le funzioni, l’utilità, del lavoro.  Pare che ci si debba “occupare” di qualcosa, e che il lavoro sia stato sostituito dall’”impiego” (traduzione letterale di job): essere dunque impiegati ad occupare il proprio tempo per fare qualcosa. Una visione che solleva di molto tutto ciò che grava sul lavoro, sciogliendo un nodo alla maniera di Alessandro: tagliandolo. Il cambiamento in atto di terminologia è funzionale ad una visuale delimitata da un’angolazione ristretta, che evita alcuni aspetti dei problemi semplicemente evitando di guardarli direttamente. Il frutto di almeno due decenni di trasposizione sistematica di parametri sociali in parametri individuali – nel mondo occidentale in particolare, e nel nostro Paese – va ora ad intaccare il linguaggio, la terminologia, i riferimenti. Se si perdono le parole, si perde anche il significato delle medesime; cioè, il mezzo con cui si passa all’elaborazione concettuale.

Per collegare l’argomento ai temi di questo blog c’è un Rapporto che opportunamente ci ricorda, ancora una volta ma ce n’è bisogno, che il lavoro può essere concretamente utile, ma che per renderlo tale occorrono politiche adeguate. Sul piano delle politiche industriali ci sono da anni dati che mostrano gli esiti positivi delle scelte in favore delle fonti rinnovabili d’energia, che creano posti di lavoro qualificati in un settore in crescita e sempre più solido. Aggrapparsi al petrolio, o al carbone, porta soltanto a rinviare scelte più opportune ed efficaci nel mondo di oggi, e a protrarne nel tempo le conseguenze negative – di quelle positive abbiamo già beneficiato nella prima fase dello sviluppo industriale.

Il Rapporto "Renewable Energy and Jobs - Annual Review 2015" dell’International Renewable Energy Agency mostra dati interessanti.   Oggi nel mondo sono 7,7 milioni le persone che lavorano nel settore delle energie rinnovabili, con una crescita del 18% rispetto all’anno scorso. Una quota elevata, e soprattutto in continua crescita. Come mostra la quasi totalità delle analisi, non ci sono elementi che facciano pensare ad una futura riduzione della diffusione delle fonti rinnovabili, al contrario sempre stimate in forte crescita.  Il fotovoltaico è il settore con il maggior numero di posti, per 2,5 milioni di persone, seguito dall'eolico, che ha superato il milione di unità. Segue il settore dei biocarburanti (1,8 milioni), delle biomasse (822.000) e biogas (381.000).  Gli addetti nel grande idroelettrico superano gli 1,5 milioni.

Rispetto agli anni scorsi, le rinnovabili hanno dunque creato milioni di posti di lavoro: dagli 1,5 milioni di occupati del 2004, si è passati a 3,5 milioni nel 2010 con una crescita che negli ultimi 4 anni ha portato a superare il loro raddoppio, appunto a 7,7 milioni di addetti.

 

Si tratta di una progressione che è stata influenzata moltissimo delle politiche a favore che numerosi Paesi hanno messo in atto, compreso il nostro, senza le quali difficilmente nuove tecnologie avrebbero oltrepassato la soglia del mercato di nicchia. Dunque, si tratta di scelte politiche, che riguardano la politica energetica e la politica industriale. Non sempre sono state coerenti da noi, ma ci sono ancora moltissime possibilità per intervenire proficuamente, accompagnando le rinnovabili all’efficienza energetica, e migliorando l’intensità energetica della nostra economia.

Si producono posti di lavoro: qualificati, innovativi, ed utili. A fronte di una tendenza in atto ad una generale dequalificazione del lavoro di cui sono vittime anche moltissimi laureati o diplomati specializzati.


ECONOMIA
Parliamo di energia
20 aprile 2015


ECONOMIA
Straordinaria riduzione del prezzo dell'elettricità: a zero!
19 giugno 2013

Domenica scorsa è accaduto un fatto storico. Per la prima volta, infatti, il 16 giugno 2013, tra le ore 14 e le 15,  il prezzo d'acquisto dell’energia elettrica (PUN, Prezzo Unico Nazionale) è sceso a zero su tutto il territorio italiano, mostrando che in quelle ore le fonti di energia rinnovabile, sole, vento, idroelettrico, hanno prodotto il 100% dell'elettricità utilizzata.
Questo fatto era già accaduto in alcune zone soltanto, ma mai nell'intero territorio del nostro Paese, dove sole e vento al Sud e bacini idrici al Nord hanno fatto gioco di squadra rendendo possibile, seppur per breve lasso di tempo, ciò che fino a pochissimo tempo fa sembrava impossibile.
I dati a consuntivo dei fabbisogni orari giornalieri pubblicati da Terna ci dicono che alle ore 14 del 16 giugno la richiesta è stata di 31.199 MW, mentre alle ore 15 è stata di 30.565 MW.  Il fatto che il PUN abbia raggiunto il livello zero significa che si è formato quando il costo "marginale" era zero, ovvero l'energia proveniva da fonti rinnovabili.
Infatti, il Mercato del Giorno Prima (MGP), dove si forma il PUN, è strutturato in modo che la remunerazione dell'energia prodotta è pari all'offerta dell'impianto più costoso ("marginale") dispacciato. La produzione da fonte rinnovabile, essendo priva di combustibile, viene offerta a prezzo zero, ma di solito viene remunerata comunque visto che il prezzo si forma sulla base del prezzo determinato dalla fonte marginale (gas, per esempio). Uno degli effetti della grande penetrazione delle rinnovabili è quello di spingere con questo meccanismo progressivamente fuori mercato gli impianti tradizionali a fonte fossile. A parità di fabbisogno, la presenza crescente di impianti a fonte rinnovabile fa sì che l'impianto marginale sia nel tempo sempre meno costoso, perciò il prezzo che si forma sul mercato diventa minore. Nelle fasce orarie coperte dal fotovoltaico, si riduce così il prezzo dell'elettricità, e l'effetto è evidente da tempo.
Chiaramente, quello che è successo domenica 16 giugno è frutto di un mercato ancora calibrato sulle fonti fossili e sul sistema di produzione di energia tradizionale. Invece, adesso le rinnovabili stanno influenzando il mercato notevolmente, e non si può più evitare il tema del ruolo che hanno le varie componenti ammesse a fornire la copertura del fabbisogno elettrico.
Ora, le varie fonti rinnovabili collaborano alla riuscita dell'impresa:  la produzione da fotovoltaico si fa sentire nelle ore centrali della giornata, mentre subentrano nel tardo pomeriggio le centrali idroelettriche, mentre l'eolico si somma, dando origine ad un contributo abbastanza stabile a copertura del fabbisogno. I cicli combinati a gas forniscono la capacità necessaria alla sicurezza energetica. Questo è il futuro, volenti o nolenti, non il carbone.
Sta scendendo anche il fabbisogno di gas, a causa della crisi e, anche in questo caso, del maggior contributo delle rinnovabili elettriche. Grande offerta di gas e bassa richiesta portano a prezzi più bassi sul mercato a breve termine, con conseguenze positive sulla spesa per l'energia.
Sarebbe opportuno, quando si parla della spesa per gli incentivi alle rinnovabili, presentata di solito n forma molto critica, fare un calcolo completo, anche se limitato temporalmente, per comprendere davvero il bilancio costi/benefici, fermo restando che i benefici ambientali e sanitari sono il punto di partenza. 

Riferimenti sui siti di Terna, del GME, di Qualenergia, agli indirizzi a lato. 

TECNOLOGIE
Nuovi traguardi per l'efficienza solare
21 marzo 2013

Straordinaria, almeno nelle premesse, l'innovazione delle celle solari studiate all'Università di Stanford, dove si prevede di riuscire a moltiplicarne l'efficienza fino a livelli considerati finora fuori portata.
I nuovi dispositivi, infatti, non si limitano a catturare la luce solare, ma sono attivi sia per la luce sia per il calore, portando in tal modo il rendimento verso il 60%, molto oltre i traguardi raggiunti in precedenza con le celle a multigiunzione (intorno al 43%), e il doppio delle celle a film sottile (intorno al 20%).
In sostanza, accanto ad processo fotovoltaico innovativo che consente di raggiungere alte tempreature, c'è un dispositivo per raccogliere il calore e utilizzarlo in una turbina a vapore o generatore Stirling.  Una specie di cogenerazione solare ad alta tecnologia.  I ricercatori sostengono che il processo è adatto ai grandi impianti solari a concentrazione, nei quali questi dispositivi potrebbero aumentare notevolmente l'efficienza, e portare il costo della generazione solare al livello dei combustibili fossili.
Va detto che gli studi e i testi tecnologici sono ancora in corso, ma lo scopo è raggiungere livelli competitivi da generazione solare non necessariamente localizzata in vasti spazi desertici.

Informazioni più dettagliate si trovano al seguente indirizzo:
http://www.extremetech.com/extreme/151160-stanfords-solar-cell-turbocharger-could-boost-solar-power-output-by-50

 

ECONOMIA
Rinnovabili contingentate senza definizione di un percorso
17 agosto 2012

Se è necessario (e lo è) muovere una critica ai recenti Decreti sulle rinnovabili, questa riguarda principalmente la filosofia che sottende l'elaborazione tecnica:  si è scelta la strada dei meccanismi destinati a regolare e limitare la crescita delle rinnovabili, invece di disegnare un percorso utile al loro sviluppo e al progressivo affrancamento dai sistemi di incentivazione.
Sono stati pubblicati lo scorso luglio sulla Gazzetta Ufficiale i Decreti attuativi del Dlgs. 28 di marzo 2011, uno per il fotovoltaico e uno per le altre fonti di energia rinnovabile. Sono state accolte richieste che provenivano dalle Regioni e dalle Associazioni di settore, ma soltanto in parte. Ciò che non cambia, naturalmente, è l'impostazione che sostanzialmente tende a burocratizzare e contingentare la crescita delle rinnovabili, delineando un approccio contorto di cui di certo non si sentiva il bisogno.
I Decreti contengono alcune caratteristiche positive, come il maggior peso dato ad aspetti finora erroneamente ritenuti secondari come efficienza energetica e recupero di calore, utilizzo di materia di scarto, geotermia, e al solare a concentrazione, tecnologia italiana che presenta notevoli potenzialità. Queste modifiche erano necessarie e attese da molti, e potranno influire positivamente sui processi in atto.
Ma tutto ciò non basta a rimediare agli obblighi e agli oneri introdotti, dai registri ai meccanismi delle aste, ad un contingentamento che mira ad "uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili" secondo le parole del Ministero dello Sviluppo Economico, e con tutta probabilità a limitare i contributi gravanti in componente A3 della bolletta elettrica nelle intenzioni del Governo. Ricordando che per le rinnovabili spendiamo circa il 13% del totale in bolletta (per dettagli in proposito, vedi post del 22 aprile scorso).
In realtà, le rinnovabili andrebbero accompagnate verso l'affrancamento dai sistemi di sostegno economico, e non limitate per fare ordine. Stiamo affrontando una transizione verso una generazione sempre più distribuita e a basso impatto ambientale, transizione che andrà avanti in ogni caso per le caratteristiche che stanno assumendo le rinnovabili:  riduzione dei costi di investimento, buon rendimento, vantaggi tecnici. Il percorso va delineato e guidato, con l'adeguamento delle reti, la gestione dell'intermittenza e degli accumuli, un indirizzo verso l'autoconsumo e verso un'interfaccia intelligente con il consumatore che non sarà più acquirente passivo, ma attore di un sistema diffuso di produzione/consumo di energia. Accanto, va creata una cornice che consenta alle nostre imprese di settore di presentarsi competitive sui mercati internazionali, e non mancano le opportunità.

I Decreti si trovano agli indirizzi seguenti.
Per il fotovoltaico:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-07-10&task=dettaglio&numgu=159&redaz=12A07629&tmstp=1342001767591

Per le altre rinnovabili:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-07-10&task=dettaglio&numgu=159&redaz=12A07628&tmstp=1342001767592
 

ECONOMIA
La bolletta elettrica è trasparente, la strategia no
22 aprile 2012

Dopo l'accusa di non fornire dati chiari sulla composizione della bolletta elettrica fatta dal Ministro Clini, l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas ha pubblicato sul suo sito (all'indirizzo in calce) la "bolletta trasparente" del mercato tutelato, prima dell'aggiornamento della componente A3, e con stime relative al dopo l'aggiornamento di aprile. L'Autorità ha ottenuto l'aumento della tariffa del 5,8%, dovuto all'aumento del prezzo dei combustibili, all'euro, e agli oneri in aumento delle rinnovabili.  La componenete A3 riguarda il finanziamento diretto dell'energia elettrica da fonti rinnovabili ed assimilate.
Com'è noto, la discussione in corso verte sul costo delle rinnovabili, spesso citato come elevato e irragionevole, senza ulteriori approfondimenti.
La prima cosa che si nota con evidenza nel leggere la bolletta dell'AEEG è che l'"utente domestico tipo" a cui si fa rinferimento consuma ben 2.700 kWh all'anno, un valore alto se si considerano i moderni sistemi di efficienza energetica domestica, che non sono ancora diffusi, ma che consentirebbero di risparmiare molta energia, ed anche denaro.
Per quanto riguarda la composizione della bolletta, le stime (che dovranno essere confermate, come sottolinea l'Autorità) delle 4 voci di cui è composta sono le seguenti:
- i servizi di vendita, per il 57% della spesa complessiva
- i servizi di rete, per il 13,4%
- gli oneri di sistema, per il 16,3%
- le imposte, per il 13,3%
La componente A3 fa parte degli oneri di sistema (per il 15%) insieme a molto altro, come i regimi tariffari speciale delle Ferrovie dello Stato o gli oneri per la messa in sicurezza del nucleare, ma ne costituisce la parte maggiore con il 92,6%, di cui 86,8% vanno alle rinnovabili vere e proprie, e i restanti alle cosiddette "assimilate" (un'invenzione italiana che finanzia di tutto, fossili e inceneritori). 
Dunque, per fotovoltaico e certificati verdi spendiamo circa il 13% del totale in bolletta. Sorprende il fatto che non entrino nel dibattito le ragioni per cui lo facciamo, e se questo è l'unico effetto delle rinnovabili sul sistema elettrico italiano.
Premesso che il sistema di incentivazione può essere adeguato progressivamente, va ricordato che la ragione principale per cui si incentivano le fonti rinnovabili consiste nel sostenere tecnologie nuove e a basso impatto ambientale che altrimenti non avrebbero mercato, a fronte di tecnologie consolidate come quelle per le fonti fossili. Sul piano economico, gli incentivi sono un mezzo per includere nel sistema dei prezzi i cosiddetti "costi esterni", ossia costi dovuti alle conseguenze ambientali e sanitarie del ricorso a fonti energetiche inquinanti, e che finora ha pagato la collettività attraverso la fiscalità generale. Passare ad un sistema elettrico più pulito significa abbattere questi costi (che paghiamo tutti, anche se non in bolletta).
Gli incentivi, inoltre, non sono l'unico effetto della diffusione delle rinnovabili elettriche: il loro ingresso nel mercato consente, per esempio, una riduzione del costo del kilowattora dovuta ad un effetto di spostamento dell'offerta in favore delle tecnologie con costo marginale più basso (in pratica il costo del carburante che per le rinnovabili è pari a zero). Questo fenomeno, noto come "merit-order effect", si verifica soprattutto nei momenti di picco della domanda, e sta già portando a notevoli risparmi, grazie a sole e vento. Si dice che il fotovoltaico sia privilegiato, ma è proprio la fonte che copre la maggior parte delle ore di picco della domanda.
Non è possible che il dibattito verta soltanto su un aspetto, il costo di generazione dell'energia dalle varie fonti, e non consideri tutte le conseguenze, anche economiche sul mercato liberalizzato - che non si fermano nemmeno a quanto detto sin qui.
La bolletta non risente soltanto degli oneri che a vario titolo gravano su di essa, ma di una strategia complessiva che ancora manca. E' l'insieme delle scelte energetiche che va a formare un sistema, di cui la bolletta è una parte. Su questo ancora c'è molto da fare.

La "bolletta trasparente" può essere scaricata dal sito dell'Autorità:
http://www.autorita.energia.it/allegati/consumatori/bolletta_trasparente.pdf
 

ECONOMIA
Rinnovabili alle Regioni /2
2 marzo 2012

Secondo quanto si apprende, l'intesa sullo schema di burden sharing su cui si è raggiunta l'intesa nella Conferenza Stato-Regioni della quota italiana di rinnovabili fra le Regioni e le Province autonome prevede cifre molto diverse fra una Regione e l'altra, con gli estremi della Valle d'Aosta che supera il 52, e l'Emilia-Romagna che invece deve raggiungere soltanto l'8,9 al 2020.  I valori di partenza sono anch'essi molto diversi per cui alcune regioni devono impegnarsi per una forte crescita delle rinnovabili e altre molto meno, mentre sempre l'Emilia-Romagna ha un Piano Energetico che porta a superare abbondantemente la quota affidatale - con l'assunzione dell'obiettivo del 17-20% da fonti rinnovabili sul consumo finale in modo autonomo anche se il burden sharing fosse inferiore. Evidentemente le incoerenze persistono, nonostante il provvedimento sia importante ed atteso da tempo.
Un altro elemento di critica emerge dal contesto in cui si applicherà il provvedimento, e cioè il Piano d'Azione Nazionale per le rinnovabili dell'11 giugno 2010.  Quest'ultimo era già nato con incongruenze e cifre dubbie in molti punti (vedi post del  21 ottobre 2010), ma ora è già superato dai fatti. (Come accada che i provvedimenti di legge vengano superati così in fretta, è argomento di altra analisi...).     Per esempio, gli  8 GW di fotovoltaico previsti dal PAN al 2020 sono già ampiamente superati dai 12,9 GW già installati, come ci ricorda il "contatore fotovoltaico" del sito del GSE, ed ha ragione Assosolare a richiedere una strategia energetica nazionale che definisca e aggiorni il contesto in cui si va ad operare (e che come ricordiamo sempre in questa sede manca ormai da troppo tempo, mentre le incongruenze in tema di energia invece abbondano).
Restiamo dunque in attesa di una strategia globale per il nostro Paese, oltre che della firma del decreto e di altri elementi che definiscano l'insieme degli interventi in favore delle rinnovabili, come una cornice di regole che consentano l'utilizzo del biometano nella rete di distribuzione del gas, e un raffinamento e adeguamento degli incentivi alle rinnovabili con decreti che attendiamo da mesi.
 

TECNOLOGIE
Elettricità solare invece di amianto
23 febbraio 2012

Fotovoltaico al posto dell'amianto:  l'iniziativa che sta procedendo con successo in Emilia-Romagna ha una veste simbolica non secondaria. Energia pulita invece di materiali altamente pericolosi, capaci di causare danni enormi alla salute e alla vita di migliaia di persone, come recentemente ci ha ricordato la sentenza Eternit.
Al bando della Regione rivolto alle imprese hanno risposto in 286, di cui 214 domande sono state accolte. Il bando finanzia la rimozione e lo smaltimento delle coperture di amianto e l'installazione di pannelli fotovoltaici, ma prevede anche la possibilità di coibentare gli edifici. I fondi stanziati ammontano a tredici milioni di euro per le imprese che rimuovono l’amianto (quasi 3 milioni di euro), per la coibentazione (3 milioni 500mila euro) e per l’installazione di pannelli fotovoltaici (6 milioni 500mila euro). L’intervento permetterà di liberare dall’amianto quasi 209.000 metri quadrati di tetti e coperture, e di installare oltre 23.000 kW di pannelli solari fotovoltaici.
23.000 kW, ovvero 23 MW di elettricità solare non sono pochi, se visti nel quadro di una diffusione complessiva di impianti a fonti rinnovabili che nel totale può ridurre notevolmente il ricorso alle fonti energetiche fossili, e portare al rispetto degli obiettivi comunitari in materia di energia.
L'amianto, o asbesto, è il nome comune di un insieme di minerali del gruppo dei silicati che presentano grande resistenza al calore. La struttura fibrosa che li caratterizza consente di utilizzarli in una varietà di modi, per la realizzazione di tessuti e indumenti, di guaine e coperture, ed effettivamente per decenni materiali in amianto, o in cemento-amianto, sono stati messi un po' ovunque.  L'amianto è stato utilizzato come isolante termico negli impianti elettrici, nelle caldaie, nelle macchine industriali, nelle coperture di capannoni, nelle canne fumarie, nei  vecchi elettrodomestici, nelle coibentazioni delle tubature, nelle vecchie stufe, caldaie, termosifoni.  A causa della sua pericolosità per la salute, l'impiego dell'amianto è vietato in Italia dal 1992, con la Legge 257, che regola anche le conseguenze sui lavoratori esposti.  Un blocco d'amianto in buono stato non comporta rischi; i problemi nascono con le fibre sottilissime, 1300 volte più sottili di un capello, che possono essere inalate. Le polveri contenenti fibre d'amianto possono causare tumori della pleura e tumori polmonari, con un grado di rischio molto alto.

Maggiori informazioni sul programma della Regione Emilia-Romagna si trovano al seguente indirizzo:
http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/amianto-e-fotovoltaico-13-milioni-alle-piccole-e-medie-imprese
 

ECONOMIA
Energia elettrica nel 2011
15 gennaio 2012

L'energia elettrica richiesta in Italia ammonta complessivamente a 332 TWh, e i primi dati del 2011 mostrano una crescita dello 0,6% rispetto all'anno precedente, che a sua volta aveva registrato una crescita rispetto al 2009, anno di grande calo dei consumi (-5,7%), fulcro della crisi economica. Questi sono alcuni dei primi dati  sull'anno trascorso presentati da Terna qualche giorno fa, che si possono leggere all'indirizzo riportato in calce. Vedremo, quando usciranno, i dati dettagliati. 
Riguardo le fonti, la termoelettrica continua ad essere dominante, ma le rinnovabili raggiungono quote sempre più significative: la richiesta è stata soddisfatta per il 64,7%  con termoelettrico, il 14,3% idroelettrico, il 2,9% eolico, il 2,8% fotovoltaico, e 1,6% geotermoelettrico. La produzione è nazionale per l'86,3%.
E' del tutto evidente da un confronto di questi dati con analoghi degli anni scorsi che le fonti di energia rinnovabile stanno modificando il sistema elettrico italiano, erodendo la quota fossile progressivamente e in misura crescente. La fonte termoelettrica decresce dell'1,6%, mentre il solare fotovoltaico aumenta del 394% e l'eolico del 5,7%. Sarebbe interessante inserire anche dati riguardanti quali tipi di impianti termoelettrici, se tradizionali o a maggior efficienza.   Il contributo del fotovoltaico diventa per la prima volta degno di nota, grazie all'incremento notevole delle installazioni registrato negli ultimi anni, ed il suo contributo ha raggiunto in percentuale l'eolico. La fonte idroelettrica, invece, cala di 11,4%, segnalando un problema che per ora ha avuto solitamente caratteristiche temporanee, ma che sarà sempre più evidente e costante negli anni futuri, e che è in grado di influire anche sulla produzione termoelettrica. Infatti, le alterazioni del sistema climatico possono comportare una riduzione della portata d'acqua dei nostri fiumi, e del livello dei nostri bacini, derivante dalla diversa distribuzione delle precipitazioni. Queste ultime tendono a diventare più intense e più concentrate nel tempo, perdendo la regolarità che, entro certi limiti, le caratterizzava, e aumentando l'estensione dei periodi siccitosi.

P.s. martedì prossimo cercheremo di approfondire il tema "green economy" in un incontro pubblico a Bologna: come fare economia in un modo ancora molto nuovo per ricostruire l'oggi e impostare il domani. Data, ora e ospiti in Agenda, a fianco.

I dati di Terna si trovano al seguente indirizzo:
http://www.terna.it/default/Home/AZIENDA/sala_stampa/tutti_comunicati_stampa/cs_2012/cs_gennaio_2012/primi_dati_domanda_elettricita_2011.aspx
 

ECONOMIA
"Ponti" fotovoltaici
20 ottobre 2011

Un'offerta di impianti fotovoltaici assemblati in kit della potenza di 2,8 KWp, adeguata al consumo medio di una famiglia italiana, a prezzo vantaggioso verrà fatta ai soci e ai clienti Coop Adriatica e Nord-Est, nell'ambito di un'iniziativa denominata "Il Sole nel carrello". Si tratterà di moduli totalmente "made in Europe", secondo quanto previsto dal Quarto conto energia fotovoltaico, che prevede in questo caso un aumento del 10% della componente incentivante.  Per l'iniziativa è stato infatti scelto Solsonica, il primo produttore italiano di celle e moduli fotovoltaici, da Fase Engineering, società di consulenza energetica, e dal Consorzio Cooperative Costruzioni (Ccc-Acam) bolognese, per la fornitura esclusiva dei moduli.
Un'iniziativa di questo genere può contribuire a semplificare notevolmente la fase pratica della realizzazione di un impianto fotovoltaico, che di solito rappresenta un ostacolo per il cittadino interessato a scegliere l'energia verde, creando dunque un "ponte" tra gli intenti e la realtà.
In una terra accreditata per un altro tipo di "ponte", la Sicilia, si prevede di realizzare il più grande polo agro-fotovoltaico d'Europa, di 80 MW di potenza. Si tratterà di impianti realizzati su una superficie di 117 ettari nel territorio di Gela, con pannelli posti a copertura di serre sotto le quali si coltiveranno prodotti ortofrutticoli. E' prevista anche la costruzione di un impianto di cogenerazione per la trasformazione degli scarti vegetali in energia.
Nel frattempo, si legge sui quotidiani di oggi che il Ponte sullo Stretto di Messina è fuori dal piano dei trasporti dell'Unione Europea, che prevede quattro corridoi ferroviari principali, uno dei quali arriva naturalmente a Palermo, ma non necessariamente con un ponte. Il collegamento infatti può avvenire via mare.  Il fatto che il Ponte sullo Stretto non sia nella lista dei progetti prioritari di Bruxelles comporta il fatto che l'opera (su cui insiste ancora l'attuale governo italiano) non potrà usufruire di finanziamenti comunitari.
Invece di opere faraoniche, costose, di bassa utilità e potenzialmente insicure (l'area dello Stretto è altamente sismica) in Italia c'è bisogno di una quantità di Piccole Opere che diffondano sul territorio un tipo di sviluppo diverso dall'attuale, meno invasivo, più sostenibile e più utile.
Le notizie sono tratte da:
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Eems-Solsonica-fornira-kit-fotovoltaico-clienti-soci-Coop/20-10-2011/1-A_000262929.shtml
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2011/10/20/visualizza_new.html_669799432.html

ECONOMIA
Grandi prospettive per il fotovoltaico, a partire da noi
12 settembre 2011

Abbiamo superato in Italia i 10.000 MW di potenza installata da impianti solari fotovoltaici (vedi i dati esposti a lato, tratti dal Gse). Una cifra che fino a pochi anni fa sembrava lontanissima, e che fa davvero piacere.
Inoltre, secondo un rapporto dell'European Photovoltaic Industry Association (EPIA), l'Italia potrebbe essere ben presto leader in Europa e il primo Paese europeo in cui l'energia elettrica da fotovoltaico diventa competitiva con quella prodotta da fonti convenzionali. Comunque, analizzando Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna, il rapporto giunge alla conclusione che la competività sarà da tutti raggunta entro il 2020.
Il costo di produzione di energia elettrica solare potrebbe infatti diminuire, grazie ai miglioramenti tecnologici e alle economie di scala, fino a rendere gradualmente non necessari gli incentivi che oggi sostengono il settore. Lo studio analizza la "dynamic grid parity", intesa come il momento in cui le entrate sul lungo termine della fornitura di energia da un impianto fotovoltaico eguagliano il costo dell'acquisto in rete dell'energia prodotta con fonti convenzionali, e la "generation value competitiveness", cioè il momento in cui per gli investitori non fa più differenza tra investire in impianti fotovoltaici o a fonte fossile tradizionale.
Lo studio conclude che "Considerando tutti i fattori, è chiaro che la grid parity dinamica potrebbe verificarsi in Italia nel 2013 nel segmento commerciale, e poi espandersi in tutto il continente nei differenti segmenti di mercato entro il 2020. La competitività nel costo di produzione potrebbe essere raggunta molto presto, nel 2014, nel segmento a terra in Italia e poi espandersi in molti altri Paesi d'Europa entro il 2020."    

Ora, nel nostro Paese c'è da lavorare per rendere le reti e i sistemi di accumulo adatti al crescente contributo da fonti rinnovabili, per diffondere in sostanza le smart grid e rendere l'intero sistema adatto a sfruttare nel migliore dei modi fonti per loro natura diffuse e intermittenti.

Il rapporto è scaricabile dal sito dell'EPIA:
http://www.epia.org/

ECONOMIA
Economia al Sole
28 agosto 2011

Con una crescita del 230% della potenza installata nei soli primi sei mesi del 2011 l'Emilia-Romagna è oramai una regione che traina la diffusione del fotovoltaico in Italia. Questo è uno degli elementi che emergono dal rapporto semestrale del Gruppo Ubisol, elaborato in base ai dati del Gse.
Le prime tre regioni nella classifica della potenza installata sono la Puglia, con 1.154,4 MW, la Lombardia, con 805,2 MW, e l'Emilia-Romagna, con 738,3 MW, nel quadro di un totale italiano che ammonta a 7.075 MW distribuiti in 229.906 impianti. Davvero notevole è l'accelerazione che si registra nella regione emiliano-romagnola, che passa da 65 MW di potenza fotovoltaica installata nel 2009, a 223 MW a fine 2010, agli attuali 738 MW nei soli primi sei mesi del 2011.
Numeri di questo ordine di grandezza non sono soltanto frutto del sistema di incentivazione statale, ma anche del forte impegno che la Regione Emilia-Romagna ha assunto con un Piano Energetico fortemente orientato verso le rinnovabili. Le stesse, poi, sono regolamentate in modo tale da evitare impatti e dislocazioni discutibili sul territorio tramite le Linee-guida di recente approvazione.
Quello del fotovoltaico è un comparto centrale della green economy, un modo ancora nuovo (per noi) di creare crescita economica portando il sistema alla transizione verso le energie pulite, le tecnologie di basso impatto e minor consumo, le reti intelligenti, le piccole opere diffuse sul territorio capaci di rigenerare un sistema obsoleto e creare occupazione qualificata.  E' necessario creare e sostenere filiere italiane, impegnando il nostro Paese nella sfida dell'economia verde, l'unica che può portarci fuori dalla crisi che stiamo attraversando. 
Fare economia nuova, qualcosa di estremamente lontano dalle prospettive del governo attuale - che l'ormai stanco ministro Tremonti definì, in tempi più recenti del Medioevo, la politica "dei doppi vetri e dei mulini a vento" (testuale) - che mostra di non avere idea di cosa fare nemmeno in termini classici e consolidati, se non fosse che deve rispondere alle richeste che vengono dalle sedi europee.
Maggiori dettagli sulla crescita e i numeri del fotovoltaico in Emilia-Romagna e in Italia si trovano agli indirizzi:

http://emiliaromagna.si-impresa.it/Single.aspx?Id=4046
http://qualenergia.it/articoli/20110728-fotovoltaico-emilia-romagna-crescita-del-230-per-cento-in-sei-mesi-rapporto-ubisol
 

SCIENZA
Ricerca avanzata: solare termoelettrico al MIT
22 agosto 2011

Secondo l'Effetto Seebeck, in un circuito chiuso bimetallico con le due giunzioni mantenute a temperatura diversa si genera una corrente elettrica, e questo accade a causa della dipendenza del potenziale di estrazione del metallo dalla temperatura.  Nei laboratori del MIT hanno pensato di utilizzare questo effetto per convertire il calore del Sole direttamente in elettricità, con una tecnologia nuova che consente di raggiungere efficienze 8 volte superiori a quelle dei dispositivi simili già in precedenza studiati.
Il generatore termoelettrico è coperto con una piastra di rame nera che assorbe il calore dei raggi solari, mentre l'altro lato del generatore è in contatto con la temperatura ambiente. Il tutto viene sistemato in una camera a vuoto di vetro.  Quando viene esposto al Sole si riscalda facilmente, raggiungendo una differenza di temperatura di circa 200 °C e producendo elettricità con un'efficienza di 4,6%,  grazie all'impiego di nanomateriali e assorbitori selettivi nello spettro solare.
Evidentemente, si tratta di un'efficienza ancora bassa, ma riguarda una tecnologia nuova con potenzialità interessanti, dato l'uso di poco materiale, i bassi costi, la possibilità di produrre assieme elettricità e calore, e applicazioni diverse come il recupero del calore sprecato dai motori compresi quelli dei veicoli - e questa sarebbe una prospettiva davvero innovativa ed estremamente interessante.
Secondo i ricercatori, questi dispositivi non andrebbero in sostituzione del solare fotovoltaico, termico, o termodinamico attuali, ma sarebbero un'applicazione in più a basso costo e con notevoli prospettive, finalizzata insieme alle altre a diminuire le emissioni di gas climalteranti dovute alla produzione di energia con i metodi tradizionali e non rinnovabili, e utilizzando al meglio l'enorme quantitativo di energia solare che ogni giorno investe la Terra.
L'articolo, dal titolo "High performance flat-panel solar thermoelectric generators with high thermal concentration", Nature Materials, si trova all'indirizzo:
http://www.nature.com/nmat/journal/v10/n7/full/nmat3013.html
mentre i commenti dei ricercatori si trovano all'indirizzo seguente
http://web.mit.edu/newsoffice/2011/flat-solar-thermal-0502.html
 

POLITICA
Il decreto non cancella i dubbi
3 marzo 2011
Il nuovo decreto legislativo sul riordino degli incentivi alle fonti rinnovabili e il recepimento della direttiva 2009/28/CE è stato ora approvato dal Consiglio dei Ministri, anche se mancano parti importanti visto che si fa riferimento a decreti successivi, per i nuovi parametri per gli incentivi ed una revisione delle quote delle rinnovabili (1° giugno) al fine del raggiungimento degli obiettivi comunitari, e per la revisione del conto energia  per il fotovoltaico (30 aprile). 
Dunque, cambierà il sistema di incentivazione, che verrà legato al mercato, al progresso delle tecnologie, e che appare tendere verso una progressiva riduzione degli incentivi nel corso del tempo.
Viene eliminato il tetto degli 8.000 MW per gli incentivi al fotovoltaico, ma verrà stabilito un limite annuale di potenza FV incentivabile.
In sintesi, si prevede di stabilire un limite di potenza elettrica cumulativa all'anno degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti, di definire le tariffe incentivanti tenendo conto della riduzione dei costi delle tecnologie e degli incentivi applicati negli altri Stati dell’Unione europea, e quote differenziate sulla base della natura dell’area di sedime. Viene inoltre, previsto un tetto per le installazioni di impianti fotovoltaici su terreni agricoli fino al 10% della superficie e non oltre 1 MW di potenza installata. 
Riguardo i certificati verdi, invece di un taglio del 30% rispetto al prezzo di ritiro stabilito dal comma 148 della legge 24 /2007, c'è un riduzione del 22% (retroattiva).
Fermo restando l'approccio di resistenza alle rinnovabili che questo governo ha da sempre manifestato, e il fatto che ancora pesi la consueta mancanza di certezza indispensabile agli investimenti, trovo che per valutare meglio le cose bisogna attendere i decreti successivi che entreranno nel dettaglio del sistema di incentivazione.
Appare però ancora evidente la presenza di incongruenze, e di obiettivi difficilmente raggiungibili. Come già il Piano d'Azione nazionale per le Energie Rinnovabili dell'11 giugno 2010 (vedi post del 21 ottobre 2010) i numeri sono discutibilmente in linea con il raggiungimento degli obiettivi UE che, ricordiamo, prevedono una quota del 17% da rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, e una quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti del 10% del consumo finale - ben lontana, a quanto si vede ora, dall'essere realistica. In sostanza, occorrerebbe verificare la rispondenza delle scelte del governo con la direttiva UE, e verificarla nel dettaglio, cifre alla mano.
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