.
Annunci online

ClaudiaCastaldini
iI Blog su Energia e Ambiente
Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


 

 

 

Segui su Twitter

 

 

Segui anche la mia pagina

Facebook

 

 

 

 

 

 

 

partitodemocratico.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

legambiente.it

 

legambiente.emiliaromagna.it

 

 

 

 

 

 

 *

 

 

 

 

 

Prezzo giornaliero

del petrolio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carbonio:

 

Prezzo carbonio (EU):

16,00 €/tCO2

(11/7/2018)

 

 

 

 

 

 

 

 


*

 

 

Previsione a 1 anno (da fine 2017)

del prezzo del petrolio:

64 $/bbl

 

 

 

 

 

 

Rinnovabili in Italia: contatori GSE

 

gse.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Eolico in Italia

 

Potenza installata: 9.300 MW

per circa 17,5 TWh

(dati Gse)

 

 

 

 

 

 

 

 

Solare termico in Italia

 

3,6 milioni m2 di pannelli

circa 3,5 GW termici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agenda

 

Martedì 12 dicembre, alle ore 20.30, presso il Circolo PD Passepartout, a Bologna, incontro pubblico "Smog, polveri fini, mobilità e consumi energetici nel nostro territorio". Partecipano: Giovanni Fini, Luciano Forlani, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Roberto Giorgi Ronchi, Lina de Troia.

 

Domenica 15 ottobre, alle ore 16.00, presso il Centro "Ex-moduli", a Monte San Pietro (BO), incontro pubblico "Acqua fonte di vita", disponibilità, uso responsabile, cambiamenti climatici. Partecipano Monica Cinti, Barbara Fabbri, Rosario Lembo, Claudia Castaldini, saluti del sindaco Stefano Rizzoli. Con il contributo della comunità francescana "Frate Iacopa".

 

Giovedì 14 settembre, alle ore 17.30, presso il Circolo culturale Cartoleria, Via Cartoleria 18, Bologna, Casadeipensieri presenta: "Clima, dire il problema, affrontare il pericolo". Dialogo di Bruno Carli con Furio Cerutti, conduce Claudia Castaldini, introduce l'incontro Carla Muzzioli Cocchi. (B. Carli, "L'uomo e il clima", ed. Il Mulino).

 

Mercoledì 13 settembre, alle ore 21.00, "Cambiamento climatico e riscaldamento globale: riflessioni politiche e scientifiche". Partecipano, Giovanni Fini, Claudia Castaldini, Michele Giovannini, Stefano Mazzetti. Presso la Festa dell'Unità al Parco Nord, Bologna.

 

Martedì 16 maggio 2017, alle ore 21.00, presentazione del libro "Regole, Stato, Uguaglianza" di Salvatore Biasco. Dialogano con l'autore Francesco Massarenti, Filippo Taddei. Introduce e modera Claudia Castaldini. Presso il Circolo PD Passepartout, Bologna.

 

Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso lo Spazio 143, organizzato dal PD di Argelato-Funo. Partecipano: Manuela Bulla, Claudia Castaldini, Elena Gaggioli, Giordano Giovannini, Raffaele Pignone.

 

Lunedì 11 aprile 2016, alle ore 21.00, incontro pubblico "Trivelle: facciamo chiarezza", presso la Sala Aldo Moro di via Rivani 35, Bologna. Partecipano: Elena Gaggioli, Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini, Ezio Mesini, Davide Tabarelli.

 

Giovedì 7 aprile 2016, alle ore 20.45, incontro pubblico "Trivellazioni in mare. Verso il referendum", presso la Casetta Rossa, in via Bastia, a Bologna. Partecipano: Stefano Mazzetti, Claudia Castaldini.

 

 

 

 

 

 

 

_____________________

 

 

 

 

 

 

 

 

A proposito di me:

Le mie più grandi passioni: le scienze della Natura e la Natura stessa.

Ho due Lauree, in Fisica (precisamente in Fisica Teorica) e in Astronomia, conseguite all'Università di Bologna, una specializzazione, ed alcune pubblicazioni scientifiche frutto del lavoro svolto in Università. I miei interessi hanno riguardato principalmente aspetti della Teoria dei Campi, e le radiogalassie FR I.

Seguo da sempre le tematiche connesse alla questione ambientale, forse la più importante del nostro tempo per le implicazioni che ha, dall'uso delle risorse ai legami con la povertà e i Paesi in via di sviluppo, dal sistema economico al semplice godimento dell'ambiente naturale.
Nello specifico, mi occupo da anni di politica energetica. Ho pubblicato sul tema alcuni libri, scritto vari articoli su riviste specializzate, oltre a dossier, studi e collaborazioni.
Sono socia della Legambiente, con cui ho collaborato e sono stata membro della Direzione regionale dell'Emilia-Romagna per anni in qualità di Responsabile Energia, occupandomi in particolare di energia e ambiente, di nucleare civile (pubblicando anche un libro sul tema), di questioni legate al disarmo nucleare, degli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici. Sono membro del Consiglio di Redazione della rivista Qualenergia.

Faccio attività politica nel Partito Democratico dalla sua nascita.  Sono stata Responsabile Energia e Ambiente dell'Esecutivo del PD di Bologna.  Sono socia e membro del Direttivo regionale dell'Associazione Ecologisti Democratici.

Sono bolognese, ma amo viaggiare, fatto che mi ha portato nel corso del tempo a conoscere bene l'Italia e l'Europa intera.

 

 

 

 

 

 

 *

 

 


 

 

 

 

 

 

Se domani il mondo verrà' distrutto, io oggi pianterò' un albero di mele

 

- Ma. L. King -

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

Scrivere...

 ... di energia, riportare notizie sullo stretto legame energia-ambiente, per favorire la diffusione di una informazione oggi poco estesa, vaga e spesso imprecisa.  La scarsa conoscenza scientifica tipica dell'Italia (che ha ragioni storiche) apre le porte all'incertezza nell'affrontare il tema, ma soprattutto, alla possibilità da parte di chiunque di sostenere le tesi più diverse con scarsa possibilità di essere contraddetto.   La questione energetico-ambientale è forse la principale del nostro tempo e, come tale, deve essere accessibile e pubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stili di vita

per ridurre il proprio impatto sull'ambiente

 

Acquistare:

prodotti locali, a km zero;
alimenti biologici;
apparecchi ed elettrodomestici a basso consumo;
gli stessi... a batterie solari;
automobili efficienti, a gas, ibride, o elettriche;
appartamenti e case con certificazione energetica

Ridurre:

il consumo di carne, e preferire quella biologica;

l'acquisto di prodotti dall'altro capo del mondo;

il ricorso all'auto privata, preferendo i mezzi pubblici o le nuove forme di mobilità

Non acquistare:

uova di galline da allevamenti in gabbie;
late o carne da allevamenti intensivi
;

i SUV fortemente inquinanti

Non accendere:

numerosi elettrodomestici in contemporanea;

Installare:

termostati;
sistemi di coibentazione efficaci;

Spegnere:

le luci quando non servono;
le lucine rosse (stand-by);
il calorifero quando si superano i 20°
... e staccare le spine alla sera!

Dopo tutto ciò...

richiedere alla propria amministrazione comunale, provinciale e regionale adeguate politiche
di risparmio, efficientamento, e promozione delle tecnologie per le fonti rinnovabili,
mezzi di trasporto collettivo comodi ed efficienti, illuminazione pubblica efficiente e una programmazione energetica che porti a fondare il sistema energetico sulle rinnovabili e sulla piccola generazione distribuita a cogenerazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro

(attribuita a vari esponenti degli Indiani d'America del XIX secolo)

(molto citata, ma sempre notevole...)

 

 

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

 

C'è un ambiente antichissimo, un tempo molto noto almeno nella sua apparenza, che oggi abbiamo perduto:  il cielo notturno. 

 

 

Astronomia

di giugno:

 

Giugno è il mese del Solstizio d'Estate, delle giornate più lunghe, del Sole di mezzanotte alle latitudini più settentrionali. Il Solstizio cade il giorno 21, quando avremo più di 15 ore di luce. La notte in compenso è breve, ma non ci sono problemi con la temperatura esterna, e le costellazioni osservabili sono tra le più belle del cielo, come Scorpione e Sagittario. La Via Lattea è intensa e splendida, ma va osservata con cieli assolutamente bui.

 

Pianeti visibili

(ad occhio nudo):

 

Mercurio

Questo mese è il miglior periodo del 2019 per tentare di osservare Mercurio, sempre abbastanza difficile. Intorno alla metà del mese si trova alla maggior distanza angolare dal Sole, e tramonta ben un'ora e quarantacinque minuti dopo. Lo si può trovare sull'orizzonte occidentale, dopo il tramonto.

 

Venere

La stella più brillante del cielo può essere osservata ad oriente, la mattina prima dell'alba.

 

Marte

Il pianeta rosso si trova dalle parti di Mercurio, basso sull'orizzonte occidentale.
 

Giove

Giove è stupendo: non si può non notarlo oservando il cielo verso Sud-Est. Brillante e di notevoli dimensioni è osservabile per tutta la notte a paartire dalle prime oscurità della sera. Vale sempre la pena di seguire la danza dei suoi satelliti (medicei) al passare dei giorni con l'ausilio di un buon binocolo, o di un telescopio.

 

Saturno

 

Splendido, il pianeta con gli anelli. Lo si può osservare guardando a Sud-Est dopo la mezzanotte. Si trova nel Sagittario.

 

 

 

 

 

 

 

 * 

 

 

 

 

 

 

 

No all'inquinamento luminoso!

Si tratta del fenomeno per il quale è diventato quasi impossibile osservare il cielo stellato a causa dell'illuminazione esterna.

Da sempre, dalla nascita dell'uomo e delle prime civiltà, uno dei contatti con il mondo naturale era proprio quello con il cielo notturno. I moti dei pianeti, di Sole e Luna, l'alternarsi delle stagioni erano in stretto legame con lo svolgersi delle attività umane, e facevano parte anche della vita delle persone comuni, degli agricoltori. Anche gli abitanti delle città erano abituati alla volta celeste stellata, basti pensare che l'Osservatorio Astronomico di una città come Bologna è stato per secoli quello della Specola, presso la sede dell'Università, in pieno centro cittadino.

Ora stiamo perdendo una parte affascinante ed importante del mondo naturale, il cielo notturno appunto, a causa dell'illuminazione esterna che, diffondendo le luci, crea un uniforme bagliore che consente di vedere con difficoltà soltanto le stelle più brillanti. Per vedere una volta celeste naturale occorre ormai andare lontano, in luoghi di montagna (alta, lontano dai paesi di villeggiatura) o di mare aperto.

Questa carenza ha anche un'altra conseguenza: un consumo inutile di elettricità. Infatti, adottando opportune lampade con configurazioni direzionali è possibile ridurre l'elettricità consumata per l'illuminazione dirigendo il flusso luminoso soltanto dove serve, ossia verso il basso. In tal modo si risparmia in bolletta e in consumi di energia elettrica.

Il problema viene affrontato anche da associazioni sorte per "tutelare" il cielo notturno, come Cielobuio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia si destina alla ricerca scientifica meno dell'1% del Prodotto Interno Lordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BlogItalia - La directory italiana dei blog

 

 

 

 

 

 

 

POLITICA
Serve una tassa sul carbonio - e questa è davvero indispensabile
21 ottobre 2019
Si fa un gran parlare di tasse: la destra accusa il governo di voler introdurre nuove tasse, la nuova formazione Italia Viva sostiene lo stesso indirizzandosi direttamente al Partito Democratico per voce di Maria Elena Boschi. E' l'evidenza di una politica senza argomenti, di tentativi banali di sottrarre consensi. Coloro che escono dal PD poi attaccano il PD, sembra una legge matematica inconfutabile. Non è detto che la cosa porti successo a coloro che la mettono in atto, come si è visto in altre occasioni, ma è bene che il PD faccia i suoi auguri alle nuove esperienze politiche fuoriuscite e resti ai piani alti.

Ma il tema fiscale è centrale in varie questioni: dalla lotta alle diseguaglianze, alle ingiustizie (chi paga le tasse lo fa anche per coloro che non le pagano), al clima. Il problema del cambiamento climatico lo si aggredisce anche e soprattutto per via fiscale. Nell'ultimo Rapporto del Fondo Monetario Internazionale, Fiscal Monitor 2019, si sostiene la tesi secondo la quale senza una tassa sulla CO2 uniforme in tutto il mondo non si riuscirà a contenere in misura adeguata le modifiche al clima indotte dalle attività umane. Il Rapporto di quest'anno è interamente dedicato agli strumenti fiscali necessari a combattere il cambiamento climatico originato dal riscaldamento globale. Fra queste ultime, quelle più efficaci e potenti sono le tasse sulle emissioni di carbonio applicate ai combustibili fossili in proporzione al loro contenuto di CO2, perché sono in grado di indirizzare chi produce e chi utilizza l’energia a investire in tecnologie più pulite e a ridurre i consumi energetici complessivi. 
Si possono leggere i dettagli sul sito della rivista Qualenergia, nell'articolo dal titolo "Energia e clima, senza una carbon tax globale non si va da nessuna parte", a cui è allegato anche il Rapporto FMI.
Il costo della CO2 dovrebbe essere abbastanza alto,  intorno ai 75 dollari per tonnellata, nel 2030. Questo farebbe crescere il prezzo delle energie da fonti fossili, favorendo efficienza e rinnovabili, ma soprattutto facendo emergere nell'intera Economia i costi nascosti degli impatti ambientali. Anche il sistema europeo ETS (Emission Trading System) può funzionare, secondo lo studio dell'FMI, a patto che sia ben gestito. Sappiamo dei problemi che ci sono stati, con l'eccesso di quote che ha reso quasi inefficace il meccanismo.

Il concetto di base consiste nel fatto che i costi delle conseguenze sui sistemi naturali delle nostre attività non siano più esternalizzati, come è avvenuto finora con conseguenze che sono alla radice dei danni ambientali e sanitari dello sviluppo, bensì internalizzati, includendo l'ambiente nei calcoli economici e finanziari. Un tema centrale su cui occorre ragionare se vogliamo davvero invertire una tendenza negativa che ha assunto i caratteri di grande pericolosità a livello mondiale. 

Maggiori dettagli, e il Fiscal Monitor 2019, si trovano al seguente indirizzo:

https://www.qualenergia.it/articoli/energia-e-clima-senza-una-carbon-tax-globale-non-si-va-da-nessuna-parte/



CULTURA
Il valore del bosco
15 giugno 2019
Da un lato, disboschiamo, dall'altro rimboschiamo; forse non amiamo la vegetazione naturale e preferiamo quella piantata da noi. Infatti, mentre purtroppo procede il taglio delle foreste vergini a ritmi preoccupanti, stanno avendo fortunatamente un certo successo iniziative di piantumazione di alberi in zone difficili sia dal punto di vista climatico, sia dal punto di vista dello stato del suolo. Si tratta di iniziative bellissime che possono avere conseguenze molto valide.
Una di queste iniziative riguarda l'Africa, dove le numerose difficoltà che affliggono molte aree del continente includono l'estensione progressiva delle zone aride e del deserto. In molte aree questo significa la perdita dell'economia tradizionale, accompagnata da lesione significativa della struttura sociale e dell'assetto territoriale. Esistono diversi movimenti finalizzati ad arginare il fenomeno, uno di questi è la Great Green Wall, la Grande Muraglia Verde, che ha lo scopo di costruire letteralmente un muro di vegetazione, lungo ben 8.000 chilometri, che attraversa tutto il continente. Come si legge sul sito dedicato all'iniziativa "una meraviglia" naturale. Finora è stato realizzato il 15% dell'intera opera, ma l'obiettivo è completarla per ridare respiro alle aree più degradate, consentire l'agricoltura, aprire alla possibilità di restare in un territorio che un tempo forniva un ambiente vivibile. Ora, il cambiamento climatico con l'aumento delle temperature e le modifiche al ciclo delle piogge sta rafforzando i processi di inaridimento, estendendo le aree aride o desertiche, influendo sulla presenza della fauna locale. Un'opera che, se completata, potrà influire sul continente africano e sull'intero pianeta, data l'estensione che la renderebbe la più grande formazione vivente del pianeta. 

Si legge su Le Scienze (numero di aprile 2019, articolo "L'ultima speranza" di Richard Conniff)): 
"Per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, durante questo secolo le nazioni dovranno eliminare dall’atmosfera della Terra 1000 miliardi di tonnellate di anidride carbonica già emessa. Trovare la combinazione perfetta tra i metodi di cattura del carbonio sarà essenziale. I macchinari che estraggono CO2 dall’aria potrebbero eliminare 250 miliardi di tonnellate entro il 2100. Ripiantando le foreste disboscate si potrebbe arrivare a 180 miliardi. I costi netti vanno da 0 a 300 dollari per tonnellata. A meno che si sviluppino grandi mercati per usare la CO2 catturata, il sostegno migliore a queste tecniche potrebbe basarsi su una carbon tax". La ricerca propone un insieme di soluzioni di cui la riforestazione costituisce una parte rilevante, insieme a vari metodi di cattura e stoccaggio del carbonio, biochar, degradazione meteorica potenziata, e fertilizzazione degli oceani. 
La riforestazione deve innanzitutto svolgersi in un contesto in cui si proteggono le foreste attuali, di cui una parte ancora primarie, ma l'articolo ci ricorda che questo obiettivo necessita di una riforma del mercato internazionale del legname e delle tecniche di gestione delle foreste. 

Tutto ciò è verissimo e molto interessante, ma a monte di ogni analisi c'è qualcosa di imponderabile senza il quale tendenzialmente non si interviene come si dovrebbe, ed è la componente emozionale. Difendiamo ciò che amiamo, e se non amiamo la foresta non la difenderemo, forse fino alle estreme conseguenze. Una donna che è riuscita ad unire cuore e difesa degli alberi è Wangari Maathai.

Wangari Maathai è stata un'ambientalista, attivista politica e biologa keniota che ha fondato il Green Belt Movement, un movimento ecologista a cui persone comuni hanno preso parte piantando decine di milioni di alberi in Kenia. Nel 2004 è stata la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace per «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace". Il suo approccio andava oltre la concreta situazione che si è trovata ad affrontare, entrando nell'ambito filosofico e religioso dove ha saputo costruire - o ri-costruire - il senso di un legame fra tutte le cose e le persone, rendendo tangibile la forza dell'appartenenza e la capacità di incidere sui processi in corso. "L'esperienza e l'osservazione mi hanno fatto capire che la distruzione del pianeta si estende anche all'umanità: se viviamo in un ambiente ferito, anche noi subiamo ferite fisiche, psicologiche e spirituali. Degradare l'ambiente significa degradare noi stessi e tutto il genere umano. Ma è vero anche il contrario: aiutando la Terra a guarire, aiutiamo noi stessi." (tratto da Maathai, "La religione della Terra"). Piantare alberi, o apprezzare quelli che ci sono, come terapia per il pianeta e per noi stessi. 

Un tempo anche noi "occidentali" avevamo i nostri "boschi sacri", che lo spirito moderno ha cancellato. Si leggono analisi in proposito, c'è chi sostiene che la colpa sia da attribuire alla modernità ed al suo spirito scientifico e tecnico, c'è chi sostiene invece che la maggior responsabilità sia nelle nostre tradizioni religiose che non hanno mai attribuito la giusta importanza alla natura, c'è chi vede nel sistema economico fondato sul capitalismo la radice di un metodo diffuso di rapina dei beni comuni, come ovviamente sono i beni naturali. Probabilmente tutti possiedono una parte di verità. Ma oggi, e guardando al domani, forse uno spirito nuovo potrà unire natura e cultura, ambiente e scienza, alberi e umani, animato dalla volontà di conservare un pianeta Terra vivibile e bello. Una filosofia di vita adeguata a membri di una comunità, quali siamo, e non più da predatori di risorse sempre più limitate e fragili.

Nei siti riportati di seguito si trovano notizie in più:

https://www.greatgreenwall.org/about-great-green-wall

http://www.greenbeltmovement.org


ECONOMIA
La Cina apre al mercato del carbonio - e l'UE lo riforma
28 febbraio 2018
Il mercato di carbonio nasce in Cina, in uno dei Paesi che generano più emissioni climalteranti del mondo. Si tratta di una buona notizia, accolta con favore dall'Unione Europea.
La Cina ha infatti dato il via a quello che sarà il più grande mercato del carbonio del mondo, superando di gran lunga il meccanismo di scambio delle emissioni europeo EU ETS (Emission Trading System). Il grande Paese asiatico mostra di essere sempre più conscio del proprio ruolo nel contesto del più grande problema del secolo - o forse di sempre - vale a dire l'inquinamento globale che arriva a modificare sistemi naturali planetari come il clima. La decisione infatti fa parte di un quadro di politiche intraprese per ridurre le emissioni entro pochi anni.
Per ora, il sistema di scambio delle emissioni cinese riguarderà soltanto il settore energetico. Quest'ultimo rappresenta il 46% del totale delle emissioni di un Paese che è all'origine di un quarto delle emissioni totali: ne risulta il 12% circa delle emissioni globali del mondo, una quota di grande rilevanza. Il mercato del carbonio cinese riguarderà una quota quasi doppia di quella coperta dal mercato europeo, nonostante l'Ets UE interessi già comparti diversi.
L'Unione Europea si è espressa favorevolmente, apprezzando l'atteggiamento della Cina in contrapposizione a quello degli Stati Uniti (altro grande Paese fortemente inquinante). Si può immaginare un futuro in cui i mercati di carbonio siano collegati, creando un meccanismo virtuoso a livello mondiale.

Nostante le premesse positive, va ricordato che l'Ets UE presenta dalla sua nascita numerose difficoltà, per risolvere le quali è stata ora avviata una riforma. Secondo la notizia trasmessa da Ansa, il nuovo Ets prevede di tagliare le emissioni in misura maggiore rispetto al passato, con la riduzione del tetto massimo di emissioni del 2,2% l'anno invece dell'attuale 1,74%. Per evitare l'eccesso di quote, che ha impedito all'Ets di funzionare correttamente negli anni scorsi, il 24% delle quote eccedenti ogni anno dal 2019 al 2023 andranno in riserva. Dal 2023 le quote in eccesso nella riserva potranno essere cancellate. Prosegue, ma viene limitata, l'assegnazione di quote gratuite per evitare la delocalizzazione delle imprese in altre parti del mondo con costi inferiori legati alle diverse, o del tutto assenti, politiche climatiche. La percentuale di quote da mettere all'asta è fissata al 57%, con una flessibilità del 3% attivabile in caso fossero necessarie più quote gratuite.
Se è vero che il prezzo reale del carbonio sarebbe almeno 10 volte più alto di quello attuale, si spera che il nuovo Ets europeo riesca a corrispondere alle necessità e a migliorare un percorso sin qui abbastanza deludente.

E' auspicabile che le politiche messe in atto funzionino e lo facciano in tempi brevi: dall’Istituto di Potsdam sui cambiamenti climatici ci informano che in tutto il mondo dovranno avvenire cambiamenti radicali in ogni ambito nei prossimi 20 anni, se vogliamo raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’accordo sul clima di Parigi. Abbiamo poco tempo per restare in un mondo almeno simile a quello che la nostra civiltà ha conosciuto; non si tratta soltanto di un ostacolo, ma di un'opportunità per guardare al futuro.

Scendendo al livello locale con le varie iniziative utili allo scopo di ridurre l'inquinamento e promuovere nuove forme produttive ed economiche, segnalo che la Regione Emilia Romagna riapre il Fondo Energia: dal 1° marzo 2018 al 31 maggio 2018 (salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse) sarà possibile presentare domanda per accedere. Il Fondo Energia mette a disposizione nuove risorse per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle imprese e per incrementare l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili,  finanziando fino a 500.000 euro in 96 mesi a tasso 0 per il 70% dell'importo ammesso e per il 30% a un tasso convenzionato con gli istituti di credito.

Per maggiori informazioni:

http://energia.regione.emilia-romagna.it/in-evidenza/2018/riapre-il-fondo-energia-domande-dal-1-marzo-al-7-maggio-2018

Politica:
Domenica 4 marzo si vota alle elezioni nazionali. E' possibile reperire ogni informazione utile sul sito del Comune di Bologna al seguente indirizzo:

http://www.comune.bologna.it/node/3519

ECONOMIA
Il percorso nell'Unione Europea verso gli obiettivi energetici e climatici
4 dicembre 2013

Luci ed ombre, che riguardano anche il nostro Paese, emergono dal Rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sui progressi dell’Europa verso gli obiettivi energetici e climatici “Trends and projections in Europe 2013 – Tracking progress towards Europe’s climate and Energy targets until 2020” uscito lo scorso ottobre (scaricabile all’indirizzo in calce). Il percorso che i Paesi dell’UE stanno effettuando è complessivamente buono, consentendo all’Unione di procedere bene, ma non c’è nessun Paese che sia in linea con il raggiungimento dei risultati previsti in tutti gli ambiti. Contestualmente, non c’è nessun Paese che presenti risultati negativi in tutti gli ambiti; dunque, abbastanza bene, ma si può migliorare.

Il Rapporto, che integra quello annuale della Commissione indirizzato al Parlamento, prende in considerazione gli impegni internazionali del Protocollo di Kyoto, e quelli interni di riduzione delle emissioni di gas-serra del 20% al 2020, di incremento delle rinnovabili del 20%, e di miglioramento dell’efficienza energetica che consenta un risparmio del 20%. Con le stime delle emissioni nel periodo 2008-2012 è possibile, inoltre, valutare più accuratamente la situazione riguardante i settori inclusi nel sistema di scambio di emissioni Ets, ed i settori non inclusi.

Nel merito, si legge che nei Paesi UE-15 la quantità massima di emissioni secondo lo schema Ets è stata inferiore del 9% rispetto ai livelli del 2005, mentre i settori non inclusi nell’Ets del 4% inferiore. In Italia le necessità di riduzione delle emissioni nei settori non-Ets sono state superiori del 15%, quindi più impegnative rispetto ai settori Ets. Dato che l’Ets copre sostanzialmente i settori industriali e di produzione energetica, è facile ipotizzare che la crisi in atto in questi ultimi anni abbia influito sulla buona performance registrata in quegli ambiti, mentre resta un divario fra gli obiettivi e le emissioni reali nei settori non coperti dall’Ets in 9 Stati membri fra cui l’Italia. Il nostro Paese dovrà quindi colmare il divario – ed è ciò che intende fare, anche se non ha ancora detto come - ricorrendo ai meccanismi flessibili previsti nel Protocollo. Dunque, ricorreremo alle varie tipologie di crediti di carbonio e permessi di emissione, secondo quanto, del resto, era stato previsto da tempo. Acquisti che si sarebbero potuti evitare con una strategia più efficace e mirata; per esempio, a partire dall’efficienza energetica che, come risulta anche dal Rapporto stesso, ha visto progressi assai limitati in Italia nel periodo considerato, e intervenendo nei settori non-Ets.

La riduzione delle emissioni climalteranti non si ottiene soltanto promuovendo le fonti rinnovabili - come sosteniamo da tempo – ma intervenendo in via prioritaria sul risparmio e sull’efficienza energetica, dalla produzione agli usi finali. In altre parole, le rinnovabili vano benissimo, ma devono essere inserite in un quadro di sostenibilità del sistema energetico nel suo complesso, che consenta di raggiungere gli obiettivi oltre che di migliorare il suo assetto. L'efficienza è la base di una prospettiva del genere, ma nel nostro Paese c'è stato un ritardo notevole. Si tratta di un obiettivo ben presente nella recente Strategia Energetica Nazionale (ammesso che lo si raggiunga), ma che avrebbe potuto avere un trend ben diverso, più marcato e più realistico, se si fosse incominciato prima, invece di perdere un decennio a parlare del nulla, fra costruzione di sovracapacità elettrica (a gas) e improbabili ritorni del nucleare.

 

Il Rapporto AEA si può scaricare qui:

 

http://www.eea.europa.eu/publications/trends-and-projections-2013

 

 

SCIENZA
Una conferma della causa del riscaldamento globale nella CO2
24 marzo 2013

La fine dell'ultima era glaciale e l'incremento della temperatura che l'ha caratterizzata hanno fra le cause un notevole aumento dell'anidride carbonica in atmosfera, che contribuì a modificare l'assetto del clima terrestre. Uno studio di istituti di ricerca europei fra cui il Cnr - con l'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali di Venezia - conferma l'influenza diretta che questo composto di carbonio e ossigeno ha sulla temperatura globale e sul sistema climatico, mostrando le ragioni per cui è essenziale ridurre la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, attualmente in costante crescita.
Il biossido di carbonio CO2, più noto come "anidride", in costante aumento a seguito delle attività umane come quelle industriali, per la produzione di energia da fonti contenenti carbonio, e agricole intensive, è ritenuto una delle cause dell'incremento della temperatura globale media stimato attualmente in circa 0,6 gradi, per le sue proprietà di trattenere energia e restare per lunghi periodi di tempo. Queste caratteristiche, insieme alla grande quantità costantemente emessa, lo qualificano fra i maggiori gas ad effetto-serra. Rispetto all'epoca pre-industriale si stima un aumento della concentrazione di CO2 di circa il 35%, da 280 ppm a 390 ppm.
Una conferma della sua influenza sulla temperatura globale viene ora da questo studio che mostra la concomitanza fra la CO2 e l'aumento della temperatura della fine dell'ultima era glaciale, contrariamente ad ipotesi fatte in precedenza che anticipavano il riscaldamento di 800 anni rispetto all'incremento del gas. Gli scienziati sostengono che potrebbe essere stata la causa scatenante.
Questi studi sono fondamentali per comprendere la dinamica del clima, e hanno almeno due scopi pratici importantissimi:  intervenire per ridurre e magari in futuro arrestare le emissioni inquinanti e climalteranti, e riuscire a far fronte ai cambiamenti già oggi in atto, che in una certa misura saranno inevitabili. 

L'articolo è stato pubblicato su Science, alcuni dettagli si trovano su Le Scienze:
www.sciencemag.org
www.lescienze.it/lanci/2013/03/08/news/cnr_co2_causa_dellultima_deglaciazione-1552334/

 

POLITICA
Perchè le notizie su Durban sono accanto alla pagina degli spettacoli?
29 novembre 2011

A Durban, in Sudafrica, si decide in questi giorni il futuro degli accordi internazionali a protezione del clima, alla presenza dei rappresentanti dei Governi chiamati letteralmente ad una sfida epocale. Talmente importante da essere raccontata in ventesima pagina sui maggiori quotidiani, o dopo mezz'ora di telegiornale, praticamente accanto agli spettacoli. Di quale pianeta si stia parlando con "A Durban si decide il futuro del pianeta", oppure "ultima spiaggia per salvare il pianeta" recepito (forse) dopo tutto il resto, può darsi che non sia ben chiaro. Di Marte? Di Plutone??  O della Terra? Se fosse quest'ultima, allora tutti noi sicuramente ci troviamo altrove, con la nostra economia, con la nostra finanza, con gli interessi di pochi o gli interessi di molti, o con gli interessi dei singoli Stati, che naturalmente vanno "difesi" al posto dell'ambiente di uno strano pianeta che insiste ad obbedire alle leggi della Fisica.
Evidentemente, ci sono notizie più importanti della fine che farà il nostro Pianeta Terra, dopodichè può darsi che noi continueremo tranquilli a baloccarci con finanza, nani e ballerine, adeguatamente ambientati altrove, magari in una delle realtà virtuali di cui non si può più fare a meno, al contrario della realtà reale.
Nel frattempo, e nella tranquillità di chi sa di non influire più di tanto sull'opinione pubblica, molti Governi, anzi quasi tutti quelli che contano a partire dagli Stati Uniti (ma eccettuata l'Unione Europea), lavorano contro accordi vincolanti, contro regole restrittive sulle emissioni inquinanti e climalteranti, insomma contro provvedimenti che potrebbero migliorare la situazione.
L'iniziale crescita del mercato del carbonio passato da 10 a 140 miliardi di dollari in 5 anni ha rallentato nel recente periodo. Dopo la flessione (dovuta alla crisi) del 2009 le emissioni mondiali stanno risalendo e hanno raggiunto nel 2010 il massimo di 31 miliardi di tonnellate CO2 eq, per il solo stettore energetico. Il Protocollo di Kyoto e i meccanismi di mercato sono senza dubbio ottime iniziative, ma sono ad oggi insufficienti, per cui attendiamo che nel post-2012 siano adottate misure di rafforzamento, e misure di sostegno alle tecnologie a basso impatto, per esempio spostando i sussidi dal fossile all'efficienza e alle rinnovabili. Ricordo che secondo gli accordi di Cancùn (COP 16) l'incremento della temperatura globale media dovrà essere contenuto entro i 2 °C, e possibilmente entro 1,5 °C.  Il che comunque significa che il clima terrestre non sarà più quello che è stato, e non si sa con certezza quali nuove caratteristiche avrà. Un ulteriore incremento della temperatura significa perciò peggiorare una situazione già compromessa.
La sfida è davvero alta, e per fortuna l'Unione Europea si trova dalla parte giusta, a promuovere le più avanzate politiche di protezione dell'ambiente e del sistema climatico. Quella stessa Unione Europea che va rafforzata, invece che screditata come troppo spesso accade.

Le informazioni sulla conferenza UNFCCC di Durban si trovano sul sito:
http://unfccc.int

ECONOMIA
Basta il prezzo del carbonio?
3 agosto 2011

E' sufficiente attribuire un prezzo al carbonio per superare tutti gli ostacoli che si frappongono all'attuazione di politiche per l'efficienza energetica?    Comunemente, l'introduzione di un prezzo del carbonio (elemento contenuto nei principali gas ad effetto-serra, anidride carbonica e metano, ed in altri composti) avviene tramite la tassazione o il commercio di emissioni (emission trading) ed ha lo scopo di quantificare ed introdurre nel sistema economico "un prezzo" attribuibile alle emissioni climalteranti, che altrimenti sarebbero estranee ai meccanismi di mercato.  In molti si chiedono se questo sia sufficiente per realizzare tutti i possibili miglioramenti efficaci sul piano dei costi dell'efficienza energetica.  L'ultimo Rapporto dell'IEA (International Energy Agency) dal titolo "Energy Efficiency Policy and Carbon Pricing" studia proprio questo tema, e pur dichiarando il prezzo del carbonio elemento essenziale nella strategia di riduzione dei composti di carbonio nell'atmosfera, giunge alla conclusione che non è sufficiente.
Infatti, non basterebbe per superare tre ordini di difficoltà:  carenza di informazioni, ruolo degli attori principali, errori nel comportamento.   Accade, per esempio, che l'informazione di cui è in possesso l'aquirente di un apparecchio sia incompleta riguardo l'efficienza energetica, oppure che l'agente principale di una transazione non sia interessato al risparmio energetico perchè il guadagno va a beneficiare un'altra persona, o che le decisioni personali avvengano in relazione a considerazioni diverse dalle prestazioni energetiche, come l'estetica o altro. Un esempio notevole di quest'ultimo effetto (negativo) si manifesta nel settore automobilistico, dove ancora oggi gli elementi che inducono all'acquisto riguardano il modello, mentre con il termine "prestazioni" ci si riferisce al raggiungimento di elevate velocità in breve lasso di tempo, e non a bassi cosumi di carburante.
Per superare questi problemi, gli autori ritengono che sia necessario realizzare altri tipi di interventi, definendo standard e marchi di prestazione energetica, diffondendo informazione e strumenti di supporto finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica nelle tecnologie e negli edifici.
Queste politiche devono essere complementari alla fiscalità e al mercato del carbonio e interagire positivamente.
Il Rapporto è scaricabile all'indirizzo:
http://www.iea.org/publications/free_new_Desc.asp?PUBS_ID=2432
 

sfoglia
settembre        novembre